Salve a tutti,
ho letto i vari post in merito alla discussione in atto che necessariamente deve essere approfondita maggiormente. Il primo problema come è l'attendibilità delle differenti fonti informative, ossia quali siano realmente basate su dati scientifici non manipolati, perché anche questo va calcolato. Non sono invece accettabili commenti e giudizi che vanno a coinvolgere intere categorie di professionisti geologi, come conniventi e strumentalizzati, poichè gli stessi (non pochi) lavorano in senso contrario mantenendo come principio e obiettivo da perseguire il bene comune: qualità ambientale volta ad uno utilizzo sostenibile nella sostanza non nella forma. Detto questo il problema delle ricerche di gas e idrocarburi e geotermiche stanno interessando buona parte del territorio nazionale (Sardegna compresa in modo alquanto pesante). Sappiamo bene che la Sardegna è una terra a sismicità molto lieve, comunque non assente, questo però non può e non deve aprire la porta a metodologie di ricerca e di perforazione innovative (del quale nulla si dice), come viene scritto nei vari progetti presentati sul suolo sardo. L'intera isola, in particolare lungo il rift oligo-miocenico è interessata da ricerche di idrocarburi e geotermia. Ricerche incompatibili con il tessuto produttivo ed economico e sopratutto con le risorse ambientali coinvolte, mi rifersco in gran parte alla potenzialità degli acquiferi, ai problemi di inquinamneto insiti in queste pratiche e che non possono essere scongiurati. Inoltre dobbiamo anche ricordare le vaste aree inquinate dalle attività pregrsse ed in atto, e mai bonificate, che aggiungono altri elementi di precauzione prima di effettuare riceche finalizzate alla produzione di energia. In Sardegna si vorrebbe anche stoccare anche la CO2.. ..
Mi fermo qui solo per sottolineare che quello che non funziona è il modello di sviluppo che si sta perseguendo, una corsa all'autosufficienza energetica a scapito del mantenimneto di condizioni ambientali-sanitarie sostenibili. Sull'isola al momento sono in corso 7 permessi di ricerca geotermica (centrali a ciclo binario, reinizione dei fluidi per il mantenimento della produtticvità dei pozzi e del serbatoio geotermico) e 2 per idrocarburi...
Credo che la questione non riguardi più solo Emilia, Toscana, Basilicata ecc. ma ha contorni più ampi. Scusate se sono andata fuori tema ma la visione settoriale fa perdere la dimensione del problema