Volevo trarre le prime impressioni dopo la prima giornata di corso a Mantova.
Se il buongiorno di vede dal mattino…..si vede che il taglio è diverso dai soliti corsi più “accademici”. Ed il bello deve ancora venire perché venerdì ci sono le prove in campo.

La giovane collega che ho convinto a partecipare mi ha ringraziato per aver insistito che venisse, anche se la sue convinzioni in materia di indagini in situ (apprese all’università) hanno subito dei forti scossoni.

Il corso non è tenuto da geologi classici ma da “eretici” (come si sono definiti loro stessi), nel senso che non si sono prodigati a sostenere prove e correlazioni ormai consolidate, ma a rivoltarle come calzini per evidenziarne le falle.

Una tra tutte: la prova SPT. Sinceramente mi ero accorto da solo che era una prova che “dava i numeri”, ed infatti ultimamente l’ho utilizzata di rado. Così ho raccolto volentieri gli sforzi fatti da Gianni Togliani (una vita di esperienza nel campo) per cercare di andare oltre.

Ecco, quello che ho colto maggiormente nel corso è proprio lo sforzo di voler andare oltre.
E a sentirli, i nostri mentori, mi sembra di sentire Steve Jobs quando dice: siate affamati, siate folli.