Buongiorno,
si tratta di un progetto di demolizione e ricostruzione di un vecchio edificio, ad 1 livello fuori terra, ubicato tra 2 edifici esistenti, posti in aderenza.
In fase progettuale, dalle indagini geognostiche emerse che il vecchio edificio era posto su 2 mt circa di materiale di riporto con scadenti proprietà meccaniche. Di conseguenza, consigliai la completa asportazione della coltre di materiale di riporto e la sostituzione con strati di aggregato lapideo di cava stabilizzato meccanicamente.
Dei 2 edifici limitrofi, uno è fondato ad una profondità di circa 1 mt dal piano stradale, l'altro è provvisto di piano cantinato, ed è fondato ad una profondità di circa 2.50 mt.
Nella relazione prescrissi che durante lo scavo si sarebbe dovuto provvedere a garantire la stabilità dell'edificio limitrofo fondato a 1.00 mt di profondità, e che a seguito dello scavo si sarebbe trovato senza più supporto laterale.
Si procede all'esecuzione dello scavo, si sostituisce il materiale di riporto con gli strati stabilizzati meccanicamente, e ci si accorge che l'edificio con il piano cantinato non è provvisto di muri di contenimento in cemento armato, ma di pilastri in c.a. e conci di tufo arenareo.
Il risultato è che il tecnico del proprietario ha intimato al tecnico che ha progettato l'edificio da realizzare, di fermare i lavori, perchè il peso del nuovo edificio potrà sicuramente determinare una spinta laterale degli strati di aggregato lapideo sul muro esistente, danneggiandolo.
Mi chiedo:
1)ma il vecchio edificio, con il proprio peso, non determinava già una spinta laterale sul muro esistente da parte degli strati di materiale di riporto?
2) ma può il vicino, con un muro che si sarebbe dovuto realizzare in c.a., vincolarti nell'adozione di soluzioni progettuali più onerose?
Scusandomi per essermi dilungato troppo, spero di aver esposto la questione in maniera chiara e vi ringrazio anticipatamente.
Saluti