Originariamente inviato da: pasionaria

Curioso il contrasto tra chi affermava l'assenza di fondi pubblici MIUR per lo studio del fenomeno ("non esiste ancora un modello idrogeologico", diceva)...


Il problema e' stato finora affrontato prevalentemente dal punto di vista geomeccanico.
Se si studiano attentamente le cause innescanti il rapido movimento, si potra' notare come l'aspetto idrogeologico sia quello decisamente piu' determinante.
Infatti e' stato statisticamente dimostrato dall'analisi dei seguenti fattori:
  • piogge dei precedenti 30 gg;
  • pressione idraulica nell'acquifero superficiale;
  • pressione idraulica nell'acquifero piu' profondo;
  • livello del livello statico nel lago (leggi moti di filtrazione/sifonamento);
  • contenuto liquido nelle sopramenzionate argille;

come il ruolo dei sistemi idrogeologici sia stato il piu' rilevante tra tutti quelli esaminati.

Questo appare evidente anche solo esaminando questo grafico tratto dallo studio di Hendron e Patton e ripreso dallo stesso Paronuzzi (Geomorphology, 2013):


Nel 2007-2009 - durante il mio dottorato di ricerca - avevo suggerito a piu' riprese ad alcuni docenti universitari di sviluppare l'argomento attraverso anche una back analysis con modelli numerici idrogeologici adeguati, utile per poter eventualmente trasferire queste conoscenze anche in altri contesti.

So che il mio appello era stato in qualche modo accolto, ma purtroppo non ne conosco ancora gli esiti.