Pausa caffè

Originariamente inviato da: antonio romino

In quanto alla finestra temporale ampia, è la scienza stessa a far nascere un problema con richieste specifiche che trovo un po' insensate. Le spiego perchè: se per una regola naturale un terremoto rilascia un suo precursore in un tempo variabile tra i 30 e i 60 giorni e la scienza richiede ad un ricercatore espressamente non più di 3 giorni, solo uno studioso nato con la camicia potrebbe "azzeccare" quei tre giorni scelti a caso tra 30.


spiego

non è la scienza che chiede luoghi e tempi ristretti, è la protezione civile, che lo richiede.
Problema:
sappiamo che in un tempo non molto lontano, a scala umana, ci sarà un forte terremoto in Italia.
quanto tempo ci vuole per minimizzare il danno allontanando le persone coinvolte?
Dove: quali sono le persone coinvolte indicare un'area ristretta serve a focalizzare l'attenzione ed indirizzare gli aiuti.
Risposte come .... la Calabria, il Friuli l'Abbruzzo sono poco utili e scontate;
Quando: domani tra una settimana, il mese prossimo.
Spostare persone da una città all'altra (ad esempio da Sulmona all'Aquila) per un tempo indeterminato (30 - 60 giorni)... non è poi così banale.
ecco perchè ad oggi l'unica protezione dai terremoti è Costruire ed Adeguare BENE.

Se lei trova insensate queste richieste ... si figuri quanto noi possiamo ritenere insensate le sue premonizioni reumatiche.

Piuttosto ... quale è la REGOLA naturale per cui la natura rilascia un precursore dai trenta ai sessanta giorni prima?

Ultima modifica di riccardo; 16/10/2013 09:43.