Originariamente inviato da: antonio romino
Comunque c'è di positivo che, da tutto questo blaterare, è venuto fuori che ora mi è più chiaro il concetto della distinzione tra studiosi e scienziati. I primi sono numerosi, tecnici molto validi e, limitatamente al loro campo, svolgono il proprio lavoro in modo eccellente; i secondi (molto rari) sono quelli che nascono con un marchio indelebile inciso nel loro dna, sono curiosi, instabili, insofferenti, imprevedibili ma fondamentalmente utili alla ricerca.


La contraddico subito: Lei ha capito la differenza fondamentale fra tecnici e scienziati, non fra studiosi e scienziati.
ovviamente la differenza spesso è impalpabile, nel senso che in molti c'è l'una e l'altra.

Naturalmente sarebbero "utili alla ricerca" quelli che Le danno credito..
ovviamente non ci possono essere.
Le ribadisco che c'è un modo accessibile a tutti per capire qualcosa: studiare.
In tutti questi anni non Le è mai venuto in mente di leggere qualche libero di Scienze della Terra?

Originariamente inviato da: antonio romino
poichè non devo niente a quella "Scienza che studia solo ciò che è utile", mi contenterò di dare alla ggggggente ciò che veramente vuole... : qualche fatto concreto Terra Terra e lascio alla Scienza le "utili parole".


ovviamente "utile" voleva dire "utile ad approfondire e riconoscere cose e accadimenti", non "utile" esclusivamente da un punto di vista tecnico...

È quella ricerca che ha portato nel tempo a riconoscere le rocce, la loro storia, la storia delle montagne, a inventarsi i sismografi e a capire come e dove si scatenano i terremoti. Quella ricerca che anche Lei in qualche modo sfrutta...
Certo manca il "quando", ma sicuramente non ci si arriva tramite un "sismografo umano"

Sa, la gggggente vorrebbe davvero tante cose, specialmente fatti concreti. Ecco appunto.
Fatti concreti.
Non le sue personali elucubrazioni prive di senso e predittive "a posteriori"


the sands of time were eroded by the river of constant change