Grazie, quindi Lei escluderebbe che i forti terremoti generino comunque almeno un segnale precursore?
Mi riferisco ad esempio ad alterazioni nei livelli, temperatura, alterazioni chimiche delle falde, sorgenti e pozzi.
mi tocca (

) quotare pierlo
I precursori esistono e sono di vario tipo, ma non è stata ancora trovata una regola in grado di interpretarli o comunque di poter ricondurre quel tipo di precursore a quel tipo di evento.
il problema fondamentale è che oggi come oggi i precursori possono essere riconosciuti
a posteriori. Mi spiego: si analizzano una serie di parametri (i più vari, dalla gravimetria alla portata delle sorgenti, alla sismicità) e si vede come si sono comportati prima del terremoto.
Il problema è che ogni evento fa "storia a se" e non ci sono evidenze sperimentali di una continua e "regolare" associazione fra cambiamenti di alcuni parametri e lo scatenarsi di un evento.
Per esempio, andando indietro nella storia in terremoti noti e significativi, negli anni precedenti il terremoto di Messina del 1908 c'è stata una forte variazione nelle quote di alcuni caposaldi e prima del terremoti di Lisbona del 1755 ci sono state delle forti variazioni della portata di alcune sorgenti nella parter SW della penisola iberica.
Quanto alla preoccupazione: è evidente che più passa il tempo dal 1980 più la preoccupazione aumenta anche considerando che dal 1908 è estremamente più calma che in precedenza.
poi c'è sempre il problema di "azzeccare" la zona giusta e non è poco. Ha senso lanciare un allarme per "
la zona centrale dell'appennino meridionale e dell'arco calabro - peloritano e per la sicilia SE", che sono le zone ora a maggior rischio TEORICO (statisticamente parlando)?
Se fosse per dire "da oggi in poi si prendono seri provvedimenti per il patrimonio edilizio" ok, perfetto (e reserà inascoltato)
se fosse per dire che c'è una alta probabilità che entro 10 anni in quella zona avremo parecchi lutti e parecchi danni, non ha molto senso.
Credo possa esserLe utile questo link, sia sulla questione "previsioni a scala regionale" e anche per capire che negli ultimi 100 anni l'attività sismica in Italia è stata inferiore che nel XIX secolo, e di parecchio:
http://aldopiombino.blogspot.it/2012/06/assurdi-postumi-del-terremoto-su-stampa.html