Sono d'accordo.
Ma immaginiamo un altro scenario per cui le condizioni concorrenti provochino un terremoto. Ipotizziamo che queste condizioni determinino un picco appena superiore al carico di rottura in modo che ognuna di esse sia indispensabile per il raggiungimento di tale picco. Nel caso ne venisse a mancare anche una sola si rimarrebbe al di sotto di tale soglia e non si presenterebbe l'evento.
Ecco che la goccia che fa traboccare il vaso diventa determinante, pur se la maggior parte di energia richiesta proviene sempre nella quasi totalità dai moti convettivi.
Chiaro che sono tutte ipotesi ed una grossa difficoltà sta proprio nell'attribuire le percentuali di concorso.
Faccio un esempio:
Il moto di rotazione terrestre ha una accelerazione dalle ore x alle ore y del giorno z.
Passata l'ora y il moto ricomincia a decelerare. (lo stesso esempio vale per la rivoluzione, quindi il periodo è spalmato in più giorni, non poche ore)
Se il picco viene raggiunto nell'intervallo x-y ci sarà un evento, altrimenti la situazione si disinnesca e si innesca magari da un'altra parte.
Dico questo perchè a forza di osservare più volte durante una giornata la pagina di EMSC ho notato che ci sono sicuramente periodi più produttivi e periodi meno produttivi (questo riferito più a giorni che non ad ore). E mi devo dare una spiegazione.
Ora, vista la concorrenza di più elementi (se ve ne vengono in mente altri ditemelo), non è facile separarli. Non è facile ma nemmeno impossibile...
Ad esempio: siamo appena usciti da un periodo di calma di 5 o 6 giorni. Il 6.2 sudamericano preannuncia la ripresa. (anche l'Egeo è indicativo: nei periodi più produttivi ci sono più eventi profondi)
Grazie
