Agi,
in letteratura purtoppo spesso non vengono indicati i dettagli relativi al dataset e questo rende i risultati spesso poco applicabili alla pratica.
Alcuni aspetti che mi vengono in mente adesso:
I valori di Vs derivanti da metodi di geofisica superficiale non sono misure dirette e tendono ad essere medie di regioni dello spazio più o meno grandi, inoltre l'incertezza nella derivazione del dato dipende dalal pronfondità e da altri fattori (ad esempio, nella MASW le VS nei primi 5-10 m hanno minore incertezza). Per cui, una statistica sulle Vs dei singoli strati tende ad essere una statistica sulle medie e poco rigorosa.
Se si parla invece di downhole e CPT o DMT sismiche, qui abbiamo una misura ogni intervallo prefissato, per cui si tratta di dati che tendono ad essere rappresentativi di quel livello locale. Per cui, OK.
Altro fattore: anche se abbiamo Vs e SCPT o SDMT, se mediamo brutalmente i dati di tutta la prova, probabilmente avremo una media relativa a popolazioni diverse (strati non omogenei) per cui il COV sarà inevitabilmente più alto rispetto alla considerazione di strati omogenei. Bisogna inoltre considerare l'omogeneità laterale o la mancanza della stessa. Inoltre: c'è un trend? Gli outliers sono stati eliminati? Qual'è l'errore del metodo (che nono riflette la variabilità nelle proprietà del terreno)?
In poche parole, i dati di Vs andrebbero trattati alla stessa maniera nella quale trattiamo i dati delle penetrometrie. Se ciò non accade i COV sulle Vs non hanno alcun significato.
Invece, un COV sulla Vs,30 può avere significato in quanto abbiamo una variabilità su un particolare tipo di media. In tale caso la COV dovrebbe essere limitata all'interno della stessa formazione. È ovvio che se parliamo di popolazioni diverse di successioni litostratigrafiche la COV sarà alta ma considerare popolazioni diverse non ha a che fare con la statistica, ha a che fare piuttosto con l'ignoranza.
Si fa presto a raccogliere un pò di dati di VS,30, vedo se riesco rapidamente a fornire dei numeri.