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Sulle considerazioni di McCoy invece ho molte riserve.

Quote:
I sindaci di 'mezza Sardegna', ossia dell'ampia area specificata nel fax, senza eccezioni, avrebbero dovuto provvedere ad adottare senza indugi le procedure di emergenza.


Quali e in base a quali elementi. Evacuando mezza Sardegna?

Quote:
Diciamo che un'indagine giudiziaria in tale senso è d'obbligo perché permetterà di chiarire le responsabilità.


Come a l'Aquila o come in Piemonte dopo l'alluvione del 1994 dove fu condannato un ingegnere della Provincia di Cuneo per non aver inviato un fax della Regione alla Prefettura che prevedeva condizioni meteo avverse due giorni prima dell'alluvione e non i responsabili per legge del servizio di piena sul Tanaro? La piena impiegò ben 13 ore dopo aver fatto morti ad Alba prima di invadere la zona orti di Alessandria dove nessuno fu avvisato.

Quote:
Il fatto che ci siano stati molti falsi allarmi non cambia il concetto, l'amministratore diligente emanerà tante allerte quante sono le emergenze ufficialmente dichiarate, anche se non ci crede e se non altro per il principio di precauzione e infine per non avere problemi...


Quindi tante evacuazioni di aree di decine di migliaia di chilometri quadrati ad ogni avviso di alta criticità legata alle previsioni meteo? e così che si risolvono i problemi?
Ma se putacaso concentro le mie poche risorse (monitoraggio e mezzi) su quattro o cinque corsi d'acqua che ritengo più a rischio e invece mi straripano altri da tutt'altra parte che faccio?
Piuttosto i Sindaci (e i loro Uffici tecnici) erano in grado di accedere alla rete dei dati pluvio-idrometrica in real time. La Regione Sardegna ne è dotata?
In Abruzzo ad esempio è stata oscurata...
L'INGV ci da la possibilità di fantasticare sulle previsioni con i dati in real time degli eventi sismici però sui dati al suolo delle precipitazioni gli Enti competenti pongono filtri o addirittura non se ne dotano. Dati sui quali invece si possono fare ragionamenti utili al fine del pronto intervento, dell'avviso e soccorso alla popolazione... questa signori è l'Italia




Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Mi sembra importante la risposta del Presidente Graziano alla precisa domanda di Vespa a Porta a Porta: "Quale è la soglia del livello di allerta per cui un sindaco deve intervenire?" e Gianvito "Al di là dei vari livelli di allarme dipende anche dalla situazione del suo territorio. La responsabilità di un amministratore è conoscere le problematicità del proprio territorio e quindi agire quando, dove e come necessario, perché ci possono essere situazioni critiche che si innescano anche in situazioni climatiche non estreme".

Ecco, conoscenza del territorio e cultura della prevenzione, è su questo che da anni ci battiamo.


La domanda per essere stata fatta da Bruno Vespa invece non è affatto banale, la risposta non è esaustiva, è evasiva in Sardegna sono morti per l'acqua mica per le frane e volendo è possibile anche stabilire soglie pluviometriche per frane.
Le soglie le puoi stabilire con la modellistica (in via indicativa) ma soprattutto con l'esperienza e la conoscenza del territorio. Però per stabilire delle soglie devo avere dei dati real time al suolo. Vedo sul monitor (o sul cellulare) quanto piove e sul posto su quel bacino idrografico mi reco per constatare cosa accade. Quindi i Sindaci o i loro uffici tecnici hanno tali possibilità? Come si fanno a stabilire delle soglie pluviometriche, o dove i corsi d'acqua lo consentono soglie idrometriche, senza una adeguata rete di pluviometri e idrometri che mi copre i principali bacini idrografici a rischio esondazione? Che faccio per Olbia prendo i dati pluviometrici di Cagliari?


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Originariamente inviato da: Alex-64
Sulle considerazioni di McCoy invece ho molte riserve...


Alex, ma non si parlava di evacuazione, impresa molto difficoltosa da attuare se non dopo l'evento.

Sarà che non ho fatto mai il sindaco, ma un'ordinanza di chiusura delle scuole dalle nostre parti è la prima cosa che fanno, e in caso d'alluvioni una piccola efficacia la mostra.

C'è stata questa semplice ordinanza, e se no perché?

Il sottopasso dove sono affogate due donne era segnalato con cartello di pericolo o no? Perché non è stato bloccato data l'allerta?

Sono semplicissime misure che forse avrebbero potuto salvare vite e senza le quali però il sindaco o altri responsabili possono trovarsi nei guai. C'è stata un'allerta ufficiale dopo tutto e bisogna accertare se è stata ignorata.

Dopo i precedenti dell'Aquila, i familiari delle vittime non ci penseranno troppo a sporgere denuncia contro persone e non contro ignoti.


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Alex, ma non si parlava di evacuazione, impresa molto difficoltosa da attuare se non dopo l'evento.


Cioè dopo i morti. Dipende dalle caratteristiche del corso d'acqua e dal tipo di preciptazione... ma volendo si può fare... io lo facevo...

Quote:
Sarà che non ho fatto mai il sindaco, ma un'ordinanza di chiusura delle scuole dalle nostre parti è la prima cosa che fanno, e in caso d'alluvioni una piccola efficacia la mostra.

C'è stata questa semplice ordinanza, e se no perché?


Sicuramente ma capisci che gli avvisi di criticità elevati arrivano con una certa frequenza. Ad esempio in Abruzzo per il recente evento sai quanti Sindaci hanno emesso ordinanza di chiusura delle scuole? Devo fare alcuni conti ma circa ogni due mesi (nel periodo invernale di più), secondo gli avvisi, si dovrebbero chiudere le scuole.
Il problema caro Luca non è quello di pararsi il culo, così non si fa un servizio utile alla collettività. Questo sta diventando sempre di più il paese dei paraculo, dove basta aver inviato un fax, aver inviato un avviso anche se generico e su larga scala per stare a posto non con la coscienza ma con le carte che poi i magistrati a caccia di capri espiatori vanno a vedere.

Quote:
Il sottopasso dove sono affogate due donne era segnalato con cartello di pericolo o no? Perché non è stato bloccato data l'allerta?


E secondo te solo quel sottopasso era a rischio? Si è allagato solo quello? Quanti ne avrebbe dovuti segnalare sulla base dell'avviso di criticità? Quanti ne doveva bloccare?

Quote:
Dopo i precedenti dell'Aquila, i familiari delle vittime non ci penseranno troppo a sporgere denuncia contro persone e non contro ignoti.


E allora basta stare a posto con le carte per risolvere il problema delle responsabilità? I precedenti per l'Aquila sono scandalosi e io da abruzzese me ne vergogno e non mi meraviglia se questa regione stia diventando la terra di conquista di ciarlatani come Giuliani (Vedasi la visita di Vannoni) e il buon Crozza ormai ogni settimana ci prende per i fondelli con Razzi e lo champagne offerto con i soldi da destinare alla cultura.
Intanto se ti colleghi a tale sito potrai avere idea di qual'è la situazione del monitoraggio nella nostra nazione.
Confronta i dati in real time del Trentino (come sono forniti e con quale supporto di visibilità e accesso) con quelli della Sardegna. In Abruzzo, per una perfetta presa per i fondelli, sono fornite le sole temperature... gli altri dati, quelli importanti e cioè pluvio-idrometrici sono oscurati...
http://meteoniardo.altervista.org/portale-dei-dati-idrologici-italiani.html

Ultima modifica di Alex-64; 22/11/2013 09:14.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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In merito alla mia seconda domanda...ho visto l'immagine della strada, pubblicata da Repubblica....sembra impostata su un rilevato, apertosi parte per parte. Forse in prossimita' di una canalizzazione che ha ristretto la sezione di un torrente?


è anche la mia interpretazione: http://aldopiombino.blogspot.it/2013/11/ponti-medievali-sicuri-e-ponti-moderni.html


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Mi pare di capire che, in realtà, non si parli di casi isolati d'interruzione della viabilità...la difficoltà di localizzare le lesioni pubblicate dai mass media è legata al fatto che sono diffuse..
Ben più grave, in tutto ciò, il caso della diga Maccheronis (l'invaso conteneva 25 milioni di mc d'acqua) sul rio Posada..al tg1 delle 13:30, oggi, hanno diffuso un video raccapricciante: l'acqua tracima portandosi fango e vegetali...tutto ciò si riversa a valle..un'anziana disabile muore.
I lavori rimasti incompiuti (non si sono accordati sull'adeguamento dei prezzi), il cantiere abbandonato...incredibile (a 50 anni dal Vajont, scusate, la cosa è ancora di più paradossale)..


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Alex, tutto quello che vuoi ma dove c'è l'organizzazione si può certamente evacuare preventivamente, dove non c'è (situazione più diffusa) bisogna arrangiarsi. Una chiusura delle scuole ogni 2 mesi non mi sembra troppo.
Ho avuto l'impressione che con la scusa dei falsi allarmi ci si dimentichi delle misure preventive con troppa disinvoltura.
I sottopassi critici vanno segnalati tutti preventivamente e bloccati all'occasione, se c'è un piano di emergenza, ma mi sembra non ci sia neanche quello, purtroppo siamo lontanissimi dalla situazione ideale del monitoraggio ietogramma-pluviogramma-allarme probabilistico dell'ondata di piena. Su questo siamo sicuramente d'accordo.


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Sposo la "teoria" McCoy: Genova 2011 è stata emblematica di quanto non deve fare un'amministrazione comunale. A metà ottobre un'allerta ArpaL per neve aveva fatto chiudere le scuole: dato che poi non nevicò in città serpeggiava molto malumore. Alla successiva allerta per un possibile evento idrologico molto intenso (che dalle nostre parti dovremmo conoscere bene, nn credete?) seguì quindi il nulla.
Risultato: al culmine del disastro nessuno aveva dato precisa indicazione ai dirigenti scolastici di portare i ragazzi in luogo sicuro proibendo loro di muoversi, ma addirittura alcuni hanno chiesto ai genitori di andare a prenderli (donde i morti di Via Ferregiano)!
Ora ditemi voi se è possibile, in una città che finisce così sott'acqua regolarmente dal 1953, ancora non si sappia come gestire l'emergenza.

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Ed aggiungo, nonostante la Liguria avesse il suo CFD gia' nel 2011... shocked


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Il concetto è questo un centro funzionale centrale insieme a quelli decentrati dotati di non so quanto personale che si limita ad emettere avvisi di criticità per vaste aree sulla base delle previsioni meteo, senza il supporto dei presidi territoriali servono a ben poco. Il fatto poi di non voler potenziare o addirittura oscurare la rete pluvio-idrometrica è un atteggiamento criminale.
Dare tutte le responsabilità al sindaco di un sistema che parte male dall'alto è sbagliato ciò non toglie che determinate operazioni di cautela debbano essere messe in campo e con Genova siamo tutti d'accordo, ma il problema così non si risolve. La chiusura continua di scuole crea anche notevoli disagi che poi si ripercuotono sulla credibilità delle istituzioni...
Dove non c'è organizzazione mica bisogna arrangiarsi bisogna organizzarsi individuando le responsabilità di chi ti impedisce o ti limita ad organizzarti...


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