Ho colto da alcuni dei vostri interventi, degli aspetti che mi piacerebbe approfondire con voi.
Si è detto (sul post aperto dopo l'intervento di Graziano da Vespa) che "Oggi conosciamo abbastanza bene il nostro territorio per quanto possibile, adesso manca la parte più importante, ovvero quella comunicazione che trasferisca queste informazioni alla popolazione e che faccia quindi partire il meccanismo di prevenzione".
Mi permetto di dissentire sulla prima parte della frase virgolettata, perchè non è così. La prova è che se fosse vero, di fatto tale conoscenza dovrebbe attivare tutta una serie di azioni compensative a difesa dell'incolumità delle vite.
La loro mancanza quindi conferma la totale ignoranza e inconsapevolezza.
Sono invece pienamente d'accordo con la seconda parte della frase virgolettata.
La popolazione dovrebbe in ogni caso sapere che la conoscenza del territorio (con i suoi equilibri instabili) è ridotta.
A maggior ragione, essa pure dovrebbe essere informata sul da farsi in quei casi fortunati in cui invece il territorio è ben conosciuto.
Vivo in una Regione "privilegiata" dal possesso di Piani d'Emergenza nell'86% dei suoi Comuni, ma come cittadina non saprei dove andare, cosa non fare, in caso di alluvione.
Nel Basso Piave, i circa 120 000 abitanti,vivono sotto il livello del mare, in territorio di bonifica idraulica ed assoggettati a sollevamento meccanico delle acque; i fiumi (Piave e Livenza) sono pensili e non possono essere recettori delle acque di sollevamento della bassa pianura...che dire poi di quegli impianti di sollevamento...sottodimensionati e mai adeguati, al punto che, se esondassero i suddetti fiumi, rischieremmo di stare anche dei mesi sott'acqua (come nel '66).
E qui, come a Venezia, nessun condono ci ha fatto vivere sotto il livello del mare! (Nella Sardegna alluvionata, molti sono gli edifici costruiti inizialmente abusivamente e poi condonati dalle AACC)
Morale della "favola"?
1)Certi eventi accadono.
2)Come cittadina voglio essere pronta e preparata al cambiamento.
3)Mi sentirò pronta quando conoscerò il rischio; solo così sarò in grado di anticiparlo con il mio atteggiamento, per limitarne l'impatto, per essere in grado di recuperare la qualità della mia vita.