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Alex, mi sono letto la direttiva 2004 e m'è venuto un dubbio: i Presidi Territoriali (d'ora in poi PT) vengono introdotti al punto 5, il quale specifica chiaramente che ci si riferisce alle zone classificate a R3 e R4??
Ho capito bene? Non sarebbe stato meglio indicare almeno ANCHE le zone a pericolosità elevata e molto elevata P3 e P4?
confused

Per il resto mi fa piacere che, in risposta al mio precedente messaggio, tu abbia colto il senso di quel che volevo affermare.

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Scusa perchè? Le carte di pericolosità hanno funzione pianificatrice, cioè servono a porre vincoli all'edificazione, come prima forma di prevenzione e cioè limitare gli elementi esposti al "rischio". Che senso ha monitorare zone dove non esistono elementi esposti al rischio? In Abruzzo volevano monitorare il Paretone del Gran Sasso con spese elevatissime mentre le frane che insistono in centri abitati non vengono regolarmente monitorate. Dovemmo fare un convegno a posta su questo per far capire agli amministratori locali la differenza tra pericolosità e rischio al fine di evitare che le risorse vengano spese in maniera inopportuna grazie ai soliti approfittatori dell'ignoranza altrui.
http://www.ilquotidiano.it/articoli/2007...ente-gran-sasso
Comunque quelli sono indirizzi e certo sappiamo che se vengono prese alla lettera in considerazione le aree a rischio indicate dal PAI senza elaborane altre in maniera più dettagliata c'è il "rischio" di non collocare bene tali presidi. Inoltre il PAI spesso, almeno per quanto riguarda l'aspetto idraulico, non arriva dappertutto escludendo la rete idrica secondaria e molte località invece hanno la problematica principale proprio nella rete idrica secondaria. I presidi quindi vanno individuati in base all'esperienza locale che individua le aree che ripetutamente presentano determinati problemi ed in base anche alla convenienza logistica legata agli spostamenti di chi ne fa parte (Enti Pubblici e Privati, Corpi dello Stato, Volontariato... ecc.). A chi spetta organizzarli? "Le Regioni provvederanno ad organizzare un efficace ed efficiente servizio di presidio territoriale idrogeologico individuando i soggetti responsabili del coordinamento e della gestione del servizio stesso"... Lo ha fatto la Regione Sardegna? Ma quante Regioni in Italia lo hanno fatto? Comunque il punto focale e prioritario rimane la carenza della rete di monitoraggio pluvio-idrometrica in real-time e addirittura l'accesso libero a tali informazioni.

Ultima modifica di Alex-64; 25/11/2013 10:38.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Hai ragione, ma io ho pensato immediatamente ai PAI... almeno al PAI della mia regione... e mi riferivo proprio alle lacune che tu stesso sottolinei.

Poi le storture anche macroscopiche, come l'esempio che citi, ci sono e ci saranno sempre.

Per quanto riguarda l'accesso libero alle informazioni, mi chiedo: ma è vietato da qualche norma la pubblicazione sul sito istituzionale della PC, degli Avvisi di Criticità? Io non li trovo...
E, se c'è, che senso avrebbe tale divieto?
Specialmente dove non ci sono ancora i CFD, stò fax deve prima arrivare alla Regione, poi ai singoli Comuni, i quali a loro volta devono prendere i provvedimenti del caso e avvertire i cittadini... e questa è la procedura, vabbè, ma perchè io singolo cittadino, non posso informarmi autonomamente?


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Per quanto riguarda l'accesso libero alle informazioni, mi chiedo: ma è vietato da qualche norma la pubblicazione sul sito istituzionale della PC, degli Avvisi di Criticità? Io non li trovo...


http://www.sardegnaambiente.it/index.php?xsl=1149&s=20&v=9&nodesc=1&c=7092

Esempio

http://www.sardegnaambiente.it/documenti/20_349_20131119145606.pdf

Scusa è stato facilissimo trovarli...

Rimane il fatto che non esiste una rete pluvio-idrometrica in real-time e gli avvisi come vedi sono generici e per aree vastissime per il cui monitoraggio non basterebbe il personale di tutti gli Enti italiani.

Questa invece è il recepimento regionale della direttiva nazionale PCM

http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_5_20060328130000.pdf

Una cosa mi incuriosisce i presidi territoriali dovrebbero avere competenze ben specifiche e non così generiche e poi gli indirizzi nazionali indicavano come presidi territoriali, il presidio idrogeologico ed idraulico e non il presidio territoriale (?) e il presidio idraulico così come specificato dalla Delibera di G.R.. Cosa sono in Sardegna i Servizi del Genio Civile a quale Ente appartengono (Regione?) e che competenze hanno in campo idraulico in riferimento al pronto intervento e servizio di piena? Su quali corsi d'acqua? Se non si specificano queste cose elementari nessuno sa chi deve fare e cosa deve fare.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Mi riferivo al sito del dipartimento nazionale di PC, e alla pubblicazione per tutte le Regioni...


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Un esempio di ciò che sta accedendo e che ho finora scritto:

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/545049/Emergenze-maltempo--il-sindaco-di.html

Forse... forse se a questi Sindaci ma anche a tutti i cittadini la Regione non oscurasse i dati in real-time qualche indicazioni in più su come operare l'avrebbero.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Gent.mi tutti, e' come cittadina qualunque che vengo informata quotidianamente dallo stesso organismo che informa il cfd circa le previsioni meteo; ho libero accesso ai dati in tempo reale sulle precipitazioni e sulle portate della rete idro pluviometrica (e con sms l'avviso di "acqua alta')...ma sono i sindaci i primi responsabili della sicurezza dei cittadini.
Circa la possibilita' di avere accesso (come cittadina qualunque) a tutte quelle informazioni, credo che non sia essenziale alla prevenzione, perche' non me ne faccio nulla se non so rielaborarle. Avro' maggiore probabilita' di sopravvivenza se sono a conoscenza delle azioni piu' corrette che devo compiere per limitare al massimo i danni.
Io credo che i piani d'emergenza dovrebbero, quando esistenti, essere maggiormente diffusi tra i cittadini (e' di questa conoscenza che parlo) e aggiornati grazie ai presidi territoriali composti da personale tecnico specializzato che monitorano "gli anelli deboli" del sistema.


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Originariamente inviato da: Alex-64
Un esempio di ciò che sta accedendo e che ho finora scritto:

http://www.primadanoi.it/news/cronaca/545049/Emergenze-maltempo--il-sindaco-di.html

Forse... forse se a questi Sindaci ma anche a tutti i cittadini la Regione non oscurasse i dati in real-time qualche indicazioni in più su come operare l'avrebbero.


Mah... sono dubbioso sul "come operare" confused

A parte che nell'articolo si parla di "allerta meteo" che, come tu mi insegni, è altra cosa dell'Avviso di Criticità, e poi, fermo restando che io sono favorevolissimo a rendere pubblici tutti i dati possibili e immaginabili, siamo sicuri che sappiano come "utilizzarli", una volta resi noti??

Un conto è sapere che domani pioverà, un altro conto è stare a vedere quanti mm di pioggia cadono, e un altro ancora, che è quello per me più importante, è far funzionare eventualmente tutte le procedure di PC necessarie, contemplate nei Piani Comunali di PC e nelle Norme, Direttive e Leggi...

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Sinceramente rimango sconfortato da quanto sostenuto, ma come abbiamo i dati real-time sismici sui quali si fantastica alla grande creando allarmismi e aspettative e non vogliamo i dati pluvio-idrometrici in real-time? E qual'è la paura? Che i cittadini non siano capaci di interpretare? E che ci vuole!... inoltre è l'esperienza che ti aiuta a capirne il significato dettandoti le azioni migliori da compiere... Mentre su quelli sismici invece no problem tutti sanno come interpretare le sequenze sismiche.... ma dai spero che stiate scherzando..... io invece temo che la ragione di chi non li voglia mettere a disposizione sia diversa e abbastanza vile.
Pasionaria io faccio un discorso generale nazionale e come puoi capire ci sono eventi che non possono essere pianificati in anticipo, hai presente l'introduzione al metodo Augustus scritta da Elvezio Galanti rappresentante la sostanza del metodo stesso? "In sostanza: non si può pianificare nei minimi particolari, perchè l’evento, per quanto previsto sulla carta, al suo “esplodere” è sempre diverso" quindi il piano deve esser flessibile e le situazioni vanno valutate di volta in volta e per fare questo c'è bisogno di capire cosa sta accadendo e non cosa accadrà sulla base di previsioni e modelli fisico-matematici, per evitare di correre a vuoto e dare indicazioni sbagliate che generano poi l'effetto opposto. Avatar a te sembrano dettagliati gli avvisi di criticità (quando il sindaco parla di allerta meteo si riferisce anche agli avvisi di criticità che può vedere con l'e-mail inviatagli) per mettere in atto azioni efficaci senza incorrere in azioni sbagliate considerato anche che molte previsioni non ci prendono? Mettiti nei panni di chi è la prima autorità di protezione civile. Poi che molti non fanno neanche il minimo che il buon senso può dettare non c'è dubbio però, dato che non costa nulla o poco, bisogna metterli in condizione di capire cosa sta accadendo (così tra l'altro non avrebbero più nessuna scusa) perchè è impensabile che da una sede centrale regionale possano dirti cosa devi fare (monitorare i corsi d'acqua.. quali tutti?? i sottopassi.. quali tutti?? la rete idrica secondaria.. quale tutta?? ma sono utili tali indicazioni?? una volta ho letto anche che dato che si prevedono piogge è possibile un innalzamento del livello dell'acqua nei fiumi... ma va!!) senza personale in loco e senza conoscere il territorio come lo conosce un sindaco e il suo ufficio tecnico... così non potrà mai andare bene è naturale ed è logico.
Pasionaria non c'è dubbio che i piani vanno divulgati e fatti conoscere alla cittadinanza... i cittadini devono sapere dove sono le aree di protezione civile e cosa devono fare in caso di.. ma soprattutto i piani devono essere testati con esercitazioni periodiche con e senza preavvisi.. solo così possono essere mantenuti vivi e soprattutto essere utili.


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Alex-64, una piccola precisazione prima di proseguire in questo equivoco...ne' avatar ne' io reputiamo inutile conoscere i dati che tu citi, in tempo reale. Avatar, tu ed i geologi di questo forum possiamo interpretarli e comprendere quando e' il momento di mettersi al riparo, ma ovviamente al mondo esiste tutta una schiera di umani la cui sopravvivenza e' anche nostra responsabilita'. Non si tratta di una massa di sprovveduti, ma di persone che si affidano alle Istituzioni per queste scelte (intendo la scelta di "prendere baracca e burattini"). Il Comune in cui risiedo ha messo sul proprio sito il Piano di PC, la Regione t'informa (su tua richiesta) sui dati pluviometrici e dei livelli dei corsi d'acqua e del mare...credo che questo possa essere uno scenario necessario, ma non sufficiente. Il motivo lo hai detto anche tu (ed era il senso dei miei precedenti interventi, quelli di avatar, di georghit, di Graziano, di Orifici..quindi, non capisco il tuo sconforto).
Il sindaco e' l'unica funzione, a livello locale, che puo' avviare quelle procedure descritte sul Piano, a seguito di un livello di criticita' che interessi il territorio che amministra. Della serie: se prendessi un megafono e mi mettessi in mezzo alla piazza principale a gridare "allarme, allarme", arriverebbero prima i carabinieri ad arrestarmi che l'acqua alle ginocchia..dico questo non per svilire il mio ruolo; desidero solo che il mio ruolo venga riconosciuto, perche', in questo contesto, la presenza di geologi nei presidi territoriali e' una scelta strategica a beneficio della comunita' intera.


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