Quello che mi sconforta è che non si riesce a dare il giusto grado di priorità (ma anche propedeuticità) alle cose che si potrebbero/dovrebbero fare per migliorare un tantino la situazione durante una emergenza di questo tipo e simili a questa.
Per questo ritengo non esaustiva la risposta di Graziano ad una precisa domanda... ma non è che gli faccio una colpa, probabilmente Graziano non ha mai avuto esperienze in tal senso... se l'avesse avuta avrebbe individuato per prima cosa la parte debole del sistema che si ferma all'avviso di criticità generico su aree vaste, per poi aggiungere le cose giuste che ha sottolineato... chissà a tale domanda come avrebbe risposto Tozzi? mah... non credo meglio di Graziano...
comunque sui dati pluvio-idrometrici in real-time
Avatar, tu ed i geologi di questo forum possiamo interpretarli e comprendere quando e' il momento di mettersi al riparo, ma ovviamente al mondo esiste tutta una schiera di umani la cui sopravvivenza e' anche nostra responsabilità.
Ho qualche dubbio e non generalizzerei sulla nostra professione.. ad esempio sull'aspetto idraulico non molto tempo fa venne un collega geologo che voleva convincermi a sostenere la sua idea di installare stazioni pluviometriche in quelle idrometriche al fine del monitoraggio di P.C., dimostrando di non aver capito affatto il differente utilizzo e quindi collocazione. Non sottovaluterei le capacità del cittadino e l'esperienza che è in grado di maturare dalla lettura di quei dati.
Il fatto di rendere disponibile in tempo reale tali dati accresce sia il senso di responsabilità che di conoscenza e coscienza dei rischi presenti, e così che poi viene valorizzata la nostra figura... La sensazione che ho è che c'è una parte (grossa parte) dei miei colleghi che ingenuamente crede che avere una P.A. ignorante (priva del geologo) e dei cittadini ignoranti giovi alla loro professione in quanto non potrebbero, per la risoluzione di svariati problemi, che rivolgersi a loro, ma così facendo invece si interpongono altre figure professionali e anche ciarlatani con cui poi fare i conti. Tendere all'ignoranza della committenza non porta da nessuna parte.
Inoltre, ma su questo ormai mi sono ripetuto molte volte, non trovo utile la figura del geologo al di fuori della P.A. nella forma di volontariato, tale da poter giustificare e compensare la sua cronica assenza all'interno, quindi ben vengano i Presidi Territoriali con i geologi all'interno delle P.A. che ne fanno parte.
Se dovessi individuare un ordine di priorità a mio avviso le cose da fare in modo molto, ma molto, sintetico sarebbero queste:
1. Completamento della rete di monitoraggio pluvio-idrometrico in tempo reale e libero accesso a tali informazioni;
la Regione t'informa (su tua richiesta) sui dati pluviometrici e dei livelli dei corsi d'acqua
Ecco non deve esserci richiesta... si perde troppo tempo... e non si riesce a seguire l'evoluzione nel suo complesso all'interno di una bacino idrografico;
2. Organizzazione dei presidi territoriali;
3. Completamento della Pianificazione di Emergenza ai vari livelli;
3. Inserimento della figura professionale nelle piante organiche degli Enti preposti alla Protezione Civile, Difesa del Suolo e Ambiente;
4. Riorganizzazione amministrativa degli Enti che si occupano di difesa del suolo sulla base dei bacini idrografici.