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Buongiorno a tutti, Ho bisogno delle informazioni, perché sono piena di dubbi. Ho scelto di fare la Magistrale a Milano l' anno prossimo, dopo essermi laureata in Scienze Geologiche. A milano ci sono quattro indirizzi, di cui a me interessano "bacini del sedimentario e georisorse", "geomateriali" e valuterei anche "geologia applicata". Tuttavia non so bene quale scegliere, perché, mentre per geologia applicata ho un quadro abbastanza chiaro su quello che potrei fare dopo, per le altre due non so bene che sbocchi lavorativi mi potrebbero dare. Potreste darmi gentilmente qualche consiglio?
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Premesso che non conosco i dettagli dei programmi dei singoli insegnamenti, fai al contrario, ovvero: atteso che per lavorare oggi devi rivolgerti al campo oil&gas oppure all'idrogeologia di alto livello (e le competenze un po' coincidono) informati su quale indirizzo può formarti meglio in quel senso. Geotecnica e pianificazione territoriale ormai sono campi morti, soprattutto per chi comincia adesso. P.S. La geofisica fa sempre buon brodo
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io sono avanti con gli anni ma mi dispiace vedere così poco entusiasmo e passione e anche mancanza di "palle". una professione non si comincia così o non hai avvenire
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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no, sei proprio fuori strada
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io sono avanti con gli anni ma mi dispiace vedere così poco entusiasmo e passione e anche mancanza di "palle". una professione non si comincia così o non hai avvenire Purtroppo, anche di pane vive l'uomo  ... E quando scegli cosa studiare all'università valuti anche i possibli sbocchi lavorativi, cercando di conciliare interesse per la materia e possibilità future concrete di mangiarci, con la tua formazione. Per il resto, sono la prima a deprimermi di come oggi più che mai, mi pare, lo studio venga visto soprattutto secondo una logica "economica". Le università non sono più considerate principalmente luogo della conoscenza, ma luoghi di formazione professionale (e siccome, oggi come oggi, tutte queste gran possibilità in realtà non ci sono, ciò resta uno specchietto per le allodole - occupazione e possibilità di carriera nel tuo ambito di formazione, ampia mobilità sociale...). Mi stupisce e mi amareggia quando mi capita di leggere consigli ai giovani che vogliano proseguire gli studi, in cui si fa solo una questione di possibilità attuali di sbocchi lavorativi. Ma io ho maturato una visione della vita tutta mia, che non pretendo possa essere estensibile a tutti. [Non c'entra ma forse c'entra: http://calamouse.corrieredelveneto.corriere.it/articoli/2010/02/giornalismo_e_universita_botta.htmlMi vengono in mente certi discorsi che sentivo fare ad alcuni colleghi miei e che ho continuato a sentire anche di recente tra gli studenti, discorsi che dicono tutto sulla mentalità che sottostà al modo in cui si scelgono e affrontano gli esami] P.s.: quando parlo di consigli, non mi riferisco assolutamente a Simone Donati. Penso ad articoli che leggo qua e là sulla scelta della facoltà cui iscriversi.
Ultima modifica di DanielaP; 29/11/2013 15:29.
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Geotecnica e pianificazione territoriale ormai sono campi morti, soprattutto per chi comincia adesso. P.S. La geofisica fa sempre buon brodo forse ho capito male e sono stato frainteso ma non dai un messaggio ottimista......
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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La domanda era sugli sbocchi lavorativi e su quello ho risposto, sulla base di quel che vedo, punto. Qual’è lo scandalo, che uno si iscriva all’università per avere un lavoro? Perché vi siete iscritti a scienze geologiche: per andare ad insegnare russo, per fare i pescatori, per aprire un ristorante o per fare i geologi liberi professionisti?
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Ho aggiunto un post scriptum troppo tardi, perché mi sono accorta che quello che avevo scritto era ovviamente fraintendibile (ho talento per i fraintesi). Mi hai risposto prima che potessi leggerlo. Il mio era un discorso generale. Leggo articoli in cui si consiglia di iscriversi qui, quo e qua, perché oggi sono i campi che stanno avendo più sviluppo. Consiglio adeguatissimo per chi va all'università solo, appunto, per "imparare un lavoro". A me non piace che lo studio si stia riducendo a questo e forse ho una visione utopistica in cui entrano più considerazioni, la principale delle quali è coltivare le tue predisposizioni e le tue curiosità. Un occhio a questo e uno alle possibilità lavorative. (Comunque, io non sono una geologa, sono laureata in materia equipollente a lettere moderne (Conservazione dei Beni Culturali). Che volpe, eh? Ma, d'altra parte, non sarei mai riuscita ad applicarmi in qualcosa che non mi interessasse, piuttosto non avrei fatto l'università.)
Ultima modifica di DanielaP; 29/11/2013 16:17.
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Chiedo scusa a Daniela per la risposta piccata, ma questa mattina ho avuto una brutta discussione (in altra sede,per difendere un minimo di logica nella/della professione). Volevo solo indirizzare chi è all'inizio sui settori più interessanti al momento; d'altro canto le cose cambiano rapidamente e sono d'accordo che è importante la formazione di base rigorosa e su quella poi costruire una professione, ma la stessa struttura della formazione è ormai questa e io per primo faccio fatica a tenere la barra dritta. Per Michele: sì forse sono poco ottimista ma non così poco, è lungo spiegare come la vedo in prospettiva su certi aspetti del nostro "lavoro". Se ci sarà un'occasione pubblica non cibernetica lo farò volentieri.
Ultima modifica di Simone Donati; 29/11/2013 15:52.
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Chiedo scusa a Daniela per la risposta piccata Ma figurati 
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