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1)Ancora non visualizzo bene il progetto. Comunque, in caso di zavorra, trattasi di azione sfavorevole e così va trattata secondo l'eurocodice e le NTC, applicando un fattore gamma_G1 secondo le specifiche previsioni:

Quote:
6.2.3.1.1 Azioni
I coefficienti parziali γF relativi alle azioni sono indicati nella Tab. 6.2.I. Ad essi deve essere fatto
riferimento con le precisazioni riportate nel § 2.6.1. Si deve comunque intendere che il terreno e
l’acqua costituiscono carichi permanenti (strutturali) quando, nella modellazione utilizzata,
contribuiscono al comportamento dell’opera con le loro caratteristiche di peso, resistenza e
rigidezza..


2)Agi e pasionaria: In merito al sovraccarico, però, in caso di platea incastro e approfondimento potrebbero coincidere, come è posto chiaramente in rilevo nella figura 10.3 del trattato di Bowles.
In particolare, per quanto riguarda l'appendice D dell'EC7, i coefficienti d_i vengono ignorati ma non il valore q, sovraccarico litostatico alla base della fondazione, che aumenta con l'approfondimento della stessa e che contribuisce in maniera molto significativa alla stabilità.

Mi fermo qui perché è mezzanotte passata e mi devo alzare alle 5, devo ancora finire i preparativi, a questo punto comunque credo sia inutile continuare se Massimo non allega una sezione della fondazione


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Tranquillo, mccoy, è ciò che avevo detto.
..e ribadisco che l'approfondimento del piano di posa (che incide con il gamma*D) non è poi così ininfluente sul contesto generale. Se poi il serbatoio è ricoperto di stesso o altro terreno, esso si sggiunge ai carichi permanenti.


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Originariamente inviato da: mccoy


2)Agi e pasionaria: In merito al sovraccarico, però, in caso di platea incastro e approfondimento potrebbero coincidere, come è posto chiaramente in rilevo nella figura 10.3 del trattato di Bowles.



mccoy come scritto in precedenza il considerare l'intero D porta talora a valori spropositati di carico limite e di cedimenti. E' vero il riferimento del Bowles ma ad es. nel testo analisi geotecniche di fondazioni superficiali e pali (Di Francesco, 2011) è suggerito di trattare le platee come graticci di travi.
L'argomento sull'approfondimento (credo tu convenga) non è così banale.

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 12/12/2013 09:11.
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Intanto ringrazio davvero tutti per l'interessamento e mi scuso con McCoy per non aver postato immagini, non per superficialità ma in quanto sono in possesso solo di documentazione cartacea (il progetto non è mio, ma per curiosità volevo capire se le impostazioni date dal collega abbiano un senso).
In ogni caso provo a descrivere a parole la situazione in quanto estremamente semplice. Si tratta di una platea rettangolare di dimensioni 5x11 m circa, spessore 50 cm con piano di posa a 2 m dal piano campagna. Da questa, escono due setti 3x0,5 m, speculari, disposti parallelamente al lato corto, con filo esterno a 1,5 m dal bordo della platea. Questi setti escono di 2 m dal piano campagna e supportano un serbatoio cilindrico orizzontale facendogli da selle. Il terreno che è stato aggiunto come "aiuto" ad implementare la capacità portante è quello al di sopra della platea, in quanto dall'estradosso della fondazione al piano campagna è tutto pieno (con tanto di soletta a mo' di pavimento industriale).
Grazie ad agi per il sunto effettuato che, per quanto ho letto, ha confermato le mie impressioni.

Ultima modifica di massimo10; 12/12/2013 10:26.
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Massimo,
dalla descrizione che hai dato,

le necessità sono di un sostegno (2 culle) a 2m dal piano di campagna, per un serbatoio (diam? x lungh?);

la platea fondata a -2m, oltre a dare un "appoggio" su un terreno migliore di quello a quota inferiore, garantisce una volta zavorrato (reinterrato) stabilità in termini di rotazione sul lato corto (ribaltamento):
vedilo in prima approssimazione (sul lato corto, il più svantaggiato) come un pendolo inverso con cerniera alla base sull'asse della platea, asta da 4m+raggio cilindro e massa costituita dal serbatorio+liquido... perchè avvenga il ribaltamento, la base (lato corto) deve portare al collasso una parte del terreno di fondazione e il terreno ai lati dei setti.

in condizioni statiche, sull'intradosso della fondazione (platea),
insistono chiaramente i pesi ( e quindi pressioni) relativi alla somma del peso proprio della platea, delle ali, del terreno soprastante la platea (stabilizzante contro il ribaltamento), del cilindro e del liquido che conterrà

Ultima modifica di mimmo71; 12/12/2013 11:13.

confido nella percezione della mia ignoranza
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aaahhh!! ecco perchè non capivo cosa dicesse agi..


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Spero che mi spiegherete il significato degli occhialini 3D, sarà l'età, sarà l'ora tarda, ma adesso mi sfugge...

agi, continuo a non essere convinto dalla tesi sovraccarico q=gamma*D, contrapposto alla tradizionale relazione gamma*Df, dove Df è lo spessore del terreno al di sopra del piano di posa.
Se la fondazione fosse incastrata da un solo lato allora sono d'accordo che Df_min = 0.
La forza peso del terreno si oppone al sollevamento del cuneo passivo, con una possibile eccezione se le pareti dello scavo possano rifluire all'interno.
Può essere che la capacità portante cresca troppo con l'aumentare dell'approfondimento, ma d'altra parte la Qu molto raramente è un fattore critico nel progetto di platee. A differenza di cedimenti, flessioni, distorsioni, inclinazioni, sollevamenti e affondamenti in presenza di liquefazione. e mettiamoci anche il rocking (platee rigide) e, perché no, l'impedenza torsionale(ma è capitato mai a qualcuno che fosse un fattore critico?).
Per quanto attiene ai cedimenti, sono d'accordo che l'aspetto dell'approfondimento è tutt'altro che banale e non si risolve con una semplice depurazione del carico con il sovraccarico asportato.

Non ho letto il libro di Di Francesco, figurati che io a volte penso l'esatto contrario, ossia che i reticoli (rigidi) possono essere verificati come platee!


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Finalmente ho capito forse qualcosa dell'enigmatica fondazione di massimo, per cui, per ritornare al quesito originario:

Originariamente inviato da: massimo10
...Ho trovato in una relazione che la capacità portante del terreno (nello specifico calcolata con la formulazione di Brinch Hansen) è da intendersi "al netto" della pressione geostatica del terreno al di sopra del piano di posa. Notare che il tecnico (mio collega) che ha redatto tale analisi non si riferisce al terreno a lato della fondazione che quindi confina il tutto, ma proprio quello al di sopra della fondazione (platea a quota -2,00 m); nel calcolo specifico della capacità portante infatti va a sommare il carico limite ottenuto da Brinch Hansen con la pressione geostatica.Mi chiedo e vi chiedo: ma, oltre a essere a svantaggio di sicurezza, è teoricamente corretto tutto questo?
Grazie a tutti


Non ho capito bene la logica del 'netto', però è una procedura che non mi sembra non prevista dalle NTC-eurocodici.
In quel caso, quantunque il terreno abbia un'azione stabilizzante, come già detto e diminuisca l'eccentricità con la sua massa aggiuntiva (diciamo che è una soluzione più economica del cemento armato) fornisce anche un'azione (forza peso) sfavorevole alla sicurezza e pertanto deve essere considerato un carico strutturale, alla stregua del cemento armato della fondazione. Tutte le altre considerazioni sul meccanismo di rottura rimangono invariate.


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McCoy non sono convinto che la verifica non debba tener conto di questo aspetto in virtù del fatto che nel cado di platee cio' che conta sono i cedimenti. E' vero che governa il problema ma dei cedimenti ma e' anche vero che e' un carico a provocare un cedimento. E generalmente la capacità portante fornisce un' indicazione a riguardo. Saluti, agi

Ultima modifica di agi; 13/12/2013 06:22.
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Originariamente inviato da: agi
McCoy non sono convinto che la verifica non debba tener conto di questo aspetto in virtù del fatto che nel cado di platee cio' che conta sono i cedimenti.


La legge richiede comunque la verifica SLU, quindi certamente sono aspetti da considerare.
Però al proposito del D ci vorrebbe una spiegazione tecnicamente logica sul perché sia meglio usare il gammaDf con Df= spessore platea invece dell'altezza del terreno circostante.

Il cuneo passivo deve in ogni caso superare la resistenza (forza peso) di tutto il terreno sovrastante e non solo di quello corrispondente allo spessore della platea (nel caso di platee ben interrate).


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