gente che non caèpisce una mazza di terremoti chiede professionalità.... ma per favore...un giornalista ed un avvocato.... ma far parlare un geologo????? ah, già... avrebbe dato di imbecilli agli autori...
In questo caso hanno invitato un fisico, professore di Fisica per il Sistema Terra e per il Mezzo Circumterrestre all'Università dell'Aquila e membro della attuale CGR per il rischio meteo-idrologico, idraulico e di frana:
http://www.rivistageomedia.it/2013121756...-confronto.htmlIl tema è più o meno simile:
"Con la presentazione del libro vogliamo approfondire il ruolo dello scienziato. Ruolo stretto fra le responsabilità civili, la responsabilità penale e l’impatto mediatico delle previsioni".
Quasi volevo chiedervi se qualcuno di voi sapeva come sia stato affrontato l'argomento, ma poi ho letto qui:
http://www.primapaginaweb.it/firme/2238-guido-visconti-qimmaturita-italianaq.htmle ho capito che si sarà trattato del solito disco.
Innanzitutto, per le responsabilità dello scienziato, io credevo che uno scienziato dovesse fare, appunto, lo scienziato e basta. La comunicazione, all'interno della Commissione, non gli compete, e Visconti dovrebbe saperlo bene. Quindi è scorretto affermare, da parte sua, che "
alla vigilia del terremoto dell'Aquila i membri della CGR hanno lasciato alla chetichella la riunione senza dire una parola alla stampa, lasciando la patata bollente nelle mani dell'unico funzionario statale. È proprio questo comportamento che è stato criticato (e sanzionato dalla giustizia) anche a livello internazionale, come ha fatto David Ropeik sul blog di Scientific American [...] Gli esperti scientifici sono fra le sorgenti più fidate di informazione per la società e così come condividono la loro esperienza sui rischi con il governo, essi devono anche comunicare con individui singoli educati che aspettano lo stesso tipo di guida. Nessuno stupore quindi che la gente dell'Aquila stia celebrando quella che è la loro rivincita contro quelli che speravano dovessero informare sulle possibili scelte per rimanere al sicuro, esperti che – innocentemente, di certo – hanno invece abbandonato quella gente".
Che dirà, allora, dei suoi colleghi attuali della CGR per il rischio sismico che, se quelli se ne sono andati "alla chetichella", in questo momento non stanno facendo proprio niente? Eppure, stando al suo ragionamento, dovrebbero dire alla popolazione eugubina cosa fare, visto lo sciame, vista la scossa più forte... Anche loro avranno la palla di vetro che consentiva ai sismologi ora imputati di sapere che si era "alla vigilia", no?
E che dire sempre dei suoi colleghi che non si riunirono nè dopo la prima nè dopo la seconda scossa, in Emilia?
Dev'essere la memoria corta, già...