Di per sé, "le cose che interessano la paleontologia" rientrano fra i beni culturali tutelati, a partire dalla legge n. 1089/39, sino agli sviluppi più recenti. Quindi, in sé la ricerca e raccolta dei fossili non è libera, questo soprattutto per tutelare il patrimonio paleontologico da sbancamenti sconsiderati e dal rischio quindi di perdita di possibili esemplari significativi.
Il discorso, per quanto esagerato possa apparire, va considerato nel quadro delle possibili conseguenze effettive: magari in perfetta buona fede, tritando un affioramento a martellate per estrarre una conchiglietta, distruggo altre quindi ci tracce fossili, molto più rare e preziose, che non so riconoscere; magari estraggo con gran cura un esemplare da museo e lo consegno alla Soprintendenza - come andrebbe fatto in caso di ritrovamento casuale - però ho fatto fuori tutto il contesto stratigrafico in cui giaceva, cosicché il fossile perde tutto il suo valore scientifico; magari sono un raccoglione professionista, che sbanca con il martello pneumatico e poi rivende esemplari-soprammobile a caro prezzo... insomma, ce n'è per tutti...
http://www.fossili.it/legislazionefossili.htmQuesto in linea teorica. Poi c'è il
grano salis con cui condire il tutto: un frammento malconcio raccolto nel detrito, obiettivamente, andrebbe comunque a perdersi, e non ha poi nemmeno significato stratigrafico (a meno che non sia qualcosa di raro, che segnala la presenza di altri possibili esemplari nella roccia di provenienza).
Non credo abbia nemmeno molto senso inseguire tutti i piccoli collezionisti occasionali di oggetti che sconfinano nel "ricordo delle vacanze": opinione personale, ma anche prassi corrente.
Detto questo, è buona cosa sapere - e diffonderne la conoscenza - che esistono leggi specifiche che tutelano i fossili, e che gli esemplari "salienti" non possono essere detenuti liberamente.
Anche per me è un frammento di ammonite, anche se le ammoniti non hanno l'umbone

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con forse tracce di qualcosa che si è limonitizzato