La legislazione, che risale, in prima battuta al 1939, recita "le cose che interessano la paleontologia", con un'espressione che, se oggi può far sorridere, all'epoca metteva in luce tutte i possibili scenari di "rischio", anche al momento non prevedibili (della serie: qualsiasi cosa salti fuori, non tiriamo fuori balle, sempre paleontologia è..."), permettendo una copertura totale senza possibilità di scappatoia. Quindi, già la mineralogia o il sasso
vulgaris sono esclusi.
http://www.fossili.it/legislazionefossili.htmIl senso della cosa è che, se penso di fare il collezionista andando a sbancare qua e là (e ci sono in giro in zone sperdute persone che lo fanno con martelli pneumatici, esplosivi, e facendosi recuperare alla fine con l'elicottero... immagina te quanto tutto ciò possa essere "in modica dose per uso personale"...), questo non si fa. E' bene culturale tutelato.
Anche se in buona fede, non essendo un esperto, rischio di danneggiare testimonianze ben più preziose di quelle che possono essere riconoscibili al mio occhio. Magari vedo una conchiglia e inizio a tritare roccia attorno per scalzarla fuori, e così distruggo altri reperti di forma meno usuale e che non so riconoscere. E anche se, alla fine, porto il reperto alla soprintendenza, senza il contesto da cui proviene, la stratigrafia (cioè: in che roccia, in quale strato, analisi chimica, sedimentologica, micropaleontologica etc. dello strato inglobante), esso perde molto del suo valore scientifico.
Detto ciò, appare evidente che il sasso sparso nel detrito ha molto meno significato, valore, interesse (a meno che non sia, ad esempio, un osso di qualcosa nel detrito alla base della parete, il che significa che forse il proprietario dell'osso è ancora dentro la parete...), e che comunque perseguire ogni detentore di singolo ciottolo di detrito, oltre che impraticabile è anche poco sensato.
In teoria, la legge dovrebbe essere conosciuta, o per lo meno, ogni volta che decido di portarmi a casa qualcosa trovato per strada, dovrei "farmi una culutra" sull'argomento, verificando (mica si può sapere tutto il codice a memoria... però con internet è facile accertarsi di volta in volta).
Nota la legge sui fossili, va da sé che se trovo qualcosa che ritengo possa avere un qualche interesse, dovrei avvertire la Soprintendenza; e che se, per caso, mi beccano con del materiale di questo tipo - ad esempio, una vendita su bancarella, un'esposizione pubblica etc. - esso viene sequestrato etc. etc.
Sempre che sia di provenienza italiana, perché la legge tutela i nostri beni culturali, e non quelli del resto del mondo (a ognuno il suo).
Da ultimo, non sono i carabinieri quelli a cui rivolgersi, in caso di "emergenza paleontologica", bensì la Soprintendenza, o direttamente un Museo naturalistico locale, che poi saprà quale è l'iter più giusto da seguire (sopralluogo sul posto del ritrovamento, eventuale tutela, progetto di ricerca per avviare uno scavo di studio etc. )
DIMENTICAVO:
Sembra anche a me una septaria, o una concrezione arenacea, quindi una struttura sedimentaria dovuta a precipitazione selettiva di minerali... niente di vivente o fossile, quindi, anche se molto bello esteticamente. Nel bacino del Brembo, zona Camerata Cornello o giù di lì, c'è una fascia di rocce del Carnico, entro la Formazione di San Giovanni Bianco, che contiene noduli, concrezioni e strutture della medesima genesi, anche se non ne conosco abbastanza per poter dire se anche con la forma "a michetta" della foto.
Quindi, è plausibile come ritrovamento. Strano che si sia conservato però così integro durante il trasporto fluviale, evidentemente il nucleo è molto ben litificato.