Agi non posso che ringraziarti della precisione con cui mi correggi. Il bello è che ci ho ragionato sopra, intendo sulla sintassi, su come evitare che la frase suoni come se governi l'analisi numerica sulla realtà dei fatti... alla fine scegliendo l'ordine sbagliato.
Sì, la misura dei microtremori sul campo ci fornisce, se attendibile, un quadro delle risonanze presenti nel sottosuolo nel sito. In regime di piccole deformazioni.
Se l'analisi numerica, condotta in regime di piccole deformazioni, dà risultati diversi, qualcosa non va. O la misura è grossolanamente inattendibile, o il modello numerico non rispecchia la realtà dei fatti.
Un esempio elementare: nei modelli numerici si parte dall'onda SH incidente dal basso verso l'alto. Nella realtà le onde di superficie (i microtremori misurano le Rayleigh se non erro) si propagano nel sottosuolo in direzione inversa.
Il profilo delle Vs potrebbe essere sbagliato rispetto a quello reale. Come asserisce più volte Del Moro nel suo recente libro (geofisica delle onde superficiali), al di sotto dei 7 m circa le MASW hanno un'incertezza elevata o molto elevata, in parole povere sono poco attendibili. Se è presente un contrasto di impedenza superficiale, aggiungo io, non arrivano neanche tanto più in basso.
Ancora: la risonanza potrebbe derivare dall'intera valle, oppure dall'intera altura. In questi ed altri casi il modello numerico fa cilecca.
Ancora, perfino nel caso delle DH, se la posa inopera del tubo guida non è a regoal d'arte i risultati sono inattendibili. Perfino qundo tutto è a regola d'arte i risultati possono differire del 100% da operatore ad operatore.
Conclusione: il punto forte dei rilievi delle strong motions e weak motions è che registrano la 'musica' reale del terreno in quel punto, mentre le analisi numeriche ricreano una canzone sintetica che può essere a volte molto diversa dal brano che la natura ha composto per quel sito.