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#131579 08/01/2014 20:22
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Come anticipato in altri threads, apro un thread specifico sulla matrice vfz, ultimo parto della vulcanica mente della prof.ssa Silvia Castellaro. Ne approfitto per alimentare leggermente l'agonizzante orgoglio nazionale; Castellaro, Mucciarelli, Albarello, Mulargia (l'ordine è casuale), sono dei pionieri nell'applicazione dei microtremori e altre tecniche di geofisica applicata. Da quanto abbiamo visto nei recenti anni, in molti aspetti sono persino avanti agli americani e forse anche ai giapponesi.

Prima di procedere dovremmo leggere i documenti presenti nei seguenti links:

http://www.geologi.emilia-romagna.it/rivista/2011-43_Castellaro.pdf

http://www.museocivico.rovereto.tn.it/UploadDocs/4051_Castellaro_Rovereto_2011_web.pdf

http://esg4.eri.ucsb.edu/sites/esg4.eri.ucsb.edu/files/Castellaro%20ESG4%20Vs30.pdf

Ne riparliamo nel dettaglio tra un paio di giorni, domani mi devo alzare alle 5 e non ancora finisco di lavorare. Alcuni concetti sono nuovi e da assimilare con calma, il metodo vale per amplificazione stratigrafica e condizioni elastiche lineari.

Il succo è che con una misurazione dei microtremori e della Vs della successione più superficiale è possibile ricostruire i picchi di amplificazione del terreno in frequenza ed ampiezza.

La scopo è quello di fornire un'alternativa alla vs,30, ma per questo c'è il corpo di normative americane, europee e nazionali che per ora purtroppo lo impedisce.

Scopi immediatamente applicabili invece, che mi vengono in mente adesso:

1) Controllo sulle analisi numeriche di RSL
2) Microzonazione di 1° e secondo livello
3) Disambiguazione della categoria di suolo ex NTC tab 3.2.II

Che voi sappiate, vi risulta che questo metodo sia stato già applicato nella professione? O che sia stato raccomandato da qualche normativa regionale?


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
mccoy #131600 10/01/2014 07:00
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Ho iniziato a dare un'occhiata!
Per il momento mi sono arenato proprio sulla matrice VFZ .... non riesco a capire perché la matrice proposta nella fig.4 dell'articolo è diversa da quella della slide 14 Castellaro_Rovereto_2011.....................ricontrollo più tardi.


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AD70 #131603 10/01/2014 08:50
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Ho iniziato a dare un'occhiata!
Per il momento mi sono arenato proprio sulla matrice VFZ .... non riesco a capire perché la matrice proposta nella fig.4 dell'articolo è diversa da quella della slide 14 Castellaro_Rovereto_2011.....................ricontrollo più tardi.


AD, da un rapido sguardo non capisco neanch'io la differenza. Le figure nell'articolo dell'OGER sono poco chiare ma le curve sono decisamente diverse.
Per ora comunque è chiaro che bisogna fare riferimento alla figura della presentazione di Rovereto.
Lo dico perché nella presentazione di Santa Barbara c'è un esempio pratico.


Correzione: le due serie di matrici appaiono incompatibili e i valori FaSH della presentazione OGS non coerenti


Comunque, dopo la terza o quarta lettura la procedura mi sembra chiara, anche se ovviamente esistono delle incertezze che vanno affrontate. Per afferrare tutti i dettagli mi ci vorrà una decima lettura credo (se basterà) ma la parte pratica che interessa a noi è ben spiegata nella presentazione dell'EGS (quella in inglese).

Ultima modifica di mccoy; 11/01/2014 14:53.

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mccoy #131606 10/01/2014 10:46
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sono solo alla prima e finora sono la 20% di comprensione (anche se non si ha mai tempo di leggere con calma) comunque grazie

Ultima modifica di michelec; 10/01/2014 10:47.

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mccoy #131610 10/01/2014 12:48
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Volevo semplicemente ricordare che nella presentazione di Santa Barbara è riportata inoltre la correlazione fra amplificazione H/V e contrasto di impedenza Z, in funzione del coefficiente di Poisson (vedi allegato). Per terreni saturi nu tende a 0.5 (vale non solo per le argille ma anche per le sabbie sature in condizioni sismiche)

Immagini allegate
contrasto_impedenza.pdf (66.15 KB, 25 download)
mccoy #131611 10/01/2014 13:37
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La praticità del metodo sta nei pochi dati di input rispetto a quelli richiesti per una modellazione numerica.

Un problema pratico, nel caso di studio di microzonazione, in riferimento ad alcune normative regionali (Fa da intensità di Housner in intervalli ad tra 0-0.5/0.5-1hz) ed agli ICMS 08 (FA/FV), sta nella stima del fattore di amplificazione per intervalli prestabiliti di frequenza.

saluti, agi

Ultima modifica di agi; 10/01/2014 13:50.
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Volevo semplicemente ricordare che nella presentazione di Santa Barbara è riportata inoltre la correlazione fra amplificazione H/V e contrasto di impedenza Z, in funzione del coefficiente di Poisson (vedi allegato). Per terreni saturi nu tende a 0.5 (vale non solo per le argille ma anche per le sabbie sature in condizioni sismiche)


zoppy, quest'aspetto del Poisson è ancora da chiarire bene, ossia mi lascia perplesso il motivo per cui in geotecnica si hanno dei valori in geofisica altri...Con i bender elements, a piccoel deformazioni, si hanno Poisson anche di 0.1, in condizioni elastico lineari siamo a regime di piccole deformazioni.
Siamo poi sicuri che Poisson tende a 0.5 anche in sabbie sature, in regime elastico lineare?


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mccoy #131618 10/01/2014 16:37
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Rapidissima e forse distratta verifica. Ho preso i dati di input (VFZ) degli esempi dell'articolo OGER e li ho usati nella matrice VFZ proposta nella presentazione ESG mi sembra che i risultati ottenuti siano differenti da quelli esposti nell'articolo OGER.


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mccoy #131619 10/01/2014 18:19
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Il mio ragionamento segue concetti geotecnici:
argille sature nu=>0.5
sabbie sature in condizioni sismiche: verifiche normalmente condotte in condizioni non drenate.
Il ragionamento va comunque sviluppato.
Si può fare una valutazione diretta di (nu) in base alla velocità delle onde (S) e (P) ?


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Originariamente inviato da: DickZoppy
...Si può fare una valutazione diretta di (nu) in base alla velocità delle onde (S) e (P) ?


Certamente si può fare ma i risultati sono generalmente diversi da quelli ottenuti tramite prove geotecniche specifiche di laboratorio.


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