Come anticipato in altri threads, apro un thread specifico sulla matrice vfz, ultimo parto della vulcanica mente della prof.ssa Silvia Castellaro. Ne approfitto per alimentare leggermente l'agonizzante orgoglio nazionale; Castellaro, Mucciarelli, Albarello, Mulargia (l'ordine è casuale), sono dei pionieri nell'applicazione dei microtremori e altre tecniche di geofisica applicata. Da quanto abbiamo visto nei recenti anni, in molti aspetti sono persino avanti agli americani e forse anche ai giapponesi.
Prima di procedere dovremmo leggere i documenti presenti nei seguenti links:
Ne riparliamo nel dettaglio tra un paio di giorni, domani mi devo alzare alle 5 e non ancora finisco di lavorare. Alcuni concetti sono nuovi e da assimilare con calma, il metodo vale per amplificazione stratigrafica e condizioni elastiche lineari.
Il succo è che con una misurazione dei microtremori e della Vs della successione più superficiale è possibile ricostruire i picchi di amplificazione del terreno in frequenza ed ampiezza.
La scopo è quello di fornire un'alternativa alla vs,30, ma per questo c'è il corpo di normative americane, europee e nazionali che per ora purtroppo lo impedisce.
Scopi immediatamente applicabili invece, che mi vengono in mente adesso:
1) Controllo sulle analisi numeriche di RSL 2) Microzonazione di 1° e secondo livello 3) Disambiguazione della categoria di suolo ex NTC tab 3.2.II
Che voi sappiate, vi risulta che questo metodo sia stato già applicato nella professione? O che sia stato raccomandato da qualche normativa regionale?
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Ho iniziato a dare un'occhiata! Per il momento mi sono arenato proprio sulla matrice VFZ .... non riesco a capire perché la matrice proposta nella fig.4 dell'articolo è diversa da quella della slide 14 Castellaro_Rovereto_2011.....................ricontrollo più tardi.
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
Ho iniziato a dare un'occhiata! Per il momento mi sono arenato proprio sulla matrice VFZ .... non riesco a capire perché la matrice proposta nella fig.4 dell'articolo è diversa da quella della slide 14 Castellaro_Rovereto_2011.....................ricontrollo più tardi.
AD, da un rapido sguardo non capisco neanch'io la differenza. Le figure nell'articolo dell'OGER sono poco chiare ma le curve sono decisamente diverse. Per ora comunque è chiaro che bisogna fare riferimento alla figura della presentazione di Rovereto. Lo dico perché nella presentazione di Santa Barbara c'è un esempio pratico.
Correzione: le due serie di matrici appaiono incompatibili e i valori FaSH della presentazione OGS non coerenti
Comunque, dopo la terza o quarta lettura la procedura mi sembra chiara, anche se ovviamente esistono delle incertezze che vanno affrontate. Per afferrare tutti i dettagli mi ci vorrà una decima lettura credo (se basterà) ma la parte pratica che interessa a noi è ben spiegata nella presentazione dell'EGS (quella in inglese).
Ultima modifica di mccoy; 11/01/201414:53.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Volevo semplicemente ricordare che nella presentazione di Santa Barbara è riportata inoltre la correlazione fra amplificazione H/V e contrasto di impedenza Z, in funzione del coefficiente di Poisson (vedi allegato). Per terreni saturi nu tende a 0.5 (vale non solo per le argille ma anche per le sabbie sature in condizioni sismiche)
La praticità del metodo sta nei pochi dati di input rispetto a quelli richiesti per una modellazione numerica.
Un problema pratico, nel caso di studio di microzonazione, in riferimento ad alcune normative regionali (Fa da intensità di Housner in intervalli ad tra 0-0.5/0.5-1hz) ed agli ICMS 08 (FA/FV), sta nella stima del fattore di amplificazione per intervalli prestabiliti di frequenza.
Volevo semplicemente ricordare che nella presentazione di Santa Barbara è riportata inoltre la correlazione fra amplificazione H/V e contrasto di impedenza Z, in funzione del coefficiente di Poisson (vedi allegato). Per terreni saturi nu tende a 0.5 (vale non solo per le argille ma anche per le sabbie sature in condizioni sismiche)
zoppy, quest'aspetto del Poisson è ancora da chiarire bene, ossia mi lascia perplesso il motivo per cui in geotecnica si hanno dei valori in geofisica altri...Con i bender elements, a piccoel deformazioni, si hanno Poisson anche di 0.1, in condizioni elastico lineari siamo a regime di piccole deformazioni. Siamo poi sicuri che Poisson tende a 0.5 anche in sabbie sature, in regime elastico lineare?
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Rapidissima e forse distratta verifica. Ho preso i dati di input (VFZ) degli esempi dell'articolo OGER e li ho usati nella matrice VFZ proposta nella presentazione ESG mi sembra che i risultati ottenuti siano differenti da quelli esposti nell'articolo OGER.
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
Il mio ragionamento segue concetti geotecnici: argille sature nu=>0.5 sabbie sature in condizioni sismiche: verifiche normalmente condotte in condizioni non drenate. Il ragionamento va comunque sviluppato. Si può fare una valutazione diretta di (nu) in base alla velocità delle onde (S) e (P) ?