Non so se qualcuno ha avuto occasione di leggere il libro:
Input sismico e stabilità geotecnica dei siti di costruzione di Lai, Foti, Rota.
Gli autori e specilmente il primo, primo ricercatore dell'Eucentre, sono decisamente autorevoli.
Alcuni dettagli però mi lasciano perplesso. Una certa disinvoltura ad esempio nella assegnazione della categoria di sottosuolo. In questo forum abbiamo discusso molto lungamente sui dettagli descrittivi della tabella 3.2.II e di come molto spesso questi suggeriscano l'assegnazione in classe S2. Nel libro invece si procede con maggiore disinvoltura, sorvolando (ma forse volutamente) questo aspetto molto sconveniente.
Altro punto molto importante: accelerogrammi artificiali. Secondo gli autori questi possono essere usati per le analisi strutturali, diversamente dalla corrente interpretazione della legge. Appare che gli stessi interpretino la definizione 'risposta sismica locale' come qualcosa che non si applica alle strutture:
Pag. 139
Come specificato nelle NTC 3.2.3.6 l'uso di accelerogrammi artificiali non è consentito nelle analisi dinamiche e sistemi geotecnici, incluse quindi per esempio le analisi di risposta sismica locale o di stabilità dei pendii, mentre il loro utilizzo è consentito per le analisi strutturali
Questa affermazione che io ho segnato in grassetto (che non è contenuta nelle NTC) mi lascia molto ma molto perplesso, per ottenere i segnali di input per le analisi strutturali non si fa ricorso alla risposta sismica locale? e se no a cosa?
Il libro è comunque valido e lo raccomando, non ostante sia scritto da ingegneri ah ah ah.
E i vostri commenti sugli accelerogrammi artificiali sono i benvenuti, non so se la mia mente è ormai irremediabilmente resa ottusa dall'incipiente vecchiaia o se devo cambiare occhialini o cos'altro, personalmente mi piacerebbe adottare la tesi di Lai et al., ma su quale base logica?