usiamo la massima umiltà sapendo di avere la certezza di sbagliare al 80-90%"
Nonostante i dubbi e le certezze dei possibili ampi margini di errore degli studi di RSL la norma ci obbliga ad eseguire tali studi e di implementarli nella progettazione. Facendo quindi ciò che la legge impone, volevo sottoporre al vostro giudizio quanto di seguito allegato e descritto. Come accennato in alcuni post precedenti ho provato a “forzare” gli studi di RSL risolvendoli considerando il terreno una volta a comportamento non lineare e l’altra a comportamento lineare, successivamente ho estratto uno spettro in output “combinato” derivato dai due comportamenti (lineare-non lineare). Ho applicato tale artificio semplicemente per limitare il campo di indeterminazione del comportamento del terreno, anche se le differenze mi sembrano eccessive. Naturalmente la richiesta da parte del progettista di uno spettro normalizzato impone una scelta univoca tra uno dei due modelli.
Senza voler fare polemica e con il rischio di ripetermi ritengo che l’obbligo degli studi di RSL espone l’intero progetto ad una oggettiva pericolosità di sovradimensionare ovvero sottodimensionare l’opera e, per onestà culturale, sia il progettista che il committente dovrebbero almeno essere informati di tale pericolosità.
La principale criticità della norma è rappresentata dal fatto che l’obbligo di eseguire gli studi di RSL ha insito in se la definizione di un modello sismico di sito che oggettivamente non è strettamente funzione del tipo e importanza dell’opera. Probabilmente l’obbligo degli studi di RSL sono legati ad una visione troppo geotecnica che la norma ha del problema; al contrario del modello geotecnico la definizione del modello sismico è solo in minima parte legato al tipo ed estensione di opera (profondità fondazione, tempi di ritorno) ma dipende da fattori che spesso non sono definibili (almeno complessivamente) per la stragrande maggioranza dei casi, sia per problemi di scala (profondità bedrock, geometria valli sepolte, incidenza dell'input ecc.) che di dettaglio (comportamento del terreno).
Credo quindi che l’inserimento e l’obbligo di tali procedure (RSL) sia criticabile non solo perché tali procedure ci restituiscono risultati molto (troppo) incerti ma anche perché la filosofia stessa che sta dietro alla norma non è aderente al mondo reale, fatto di spese per le indagini che devono comunque essere commisurate anche e sopratutto all’importanza dell’opera (a parte casi particolari: frane faglie attive e capaci, forti eteropie di facies)