Scusate se mi intrometto, ma solo oggi ho avuto il tempo di leggere tutti gli interventi su questo argomento trattato nel forum.
A proposito di certificazione prevista dalla 349/99, vorrei solo far notare un aspetto, che nel mio caso specifico, interessa i laboratori.
Io mi occupo attualmente prevalentemente di laboratorio geotecnico, ma non mi sento affatto un imprenditore; sarà che non ho operai, segretarie e consulenti tecnici e che non cammino in Mercedes, ma non credo proprio di essere un imprenditore.
Ma la cosa più assurda è che la 349/99, secondo me, non è stata neanche pensata per agevolare gli imprenditori, se ci riflettete bene.
 Gli imprenditori - industriali che producono attrezzature da laboratorio si potranno dimenticare in futuro di vendere; si, certo, perché a parte il boom commerciale che magari avranno da parte di chi adesso si vuole adeguare alla 349/99, mi spiegate quanti avranno la forza ed il coraggio di entrare in un settore così difficile, inflazionato e, soprattutto, regolamentato da una Circ. che praticamente ne farà un settore a numero chiuso? Ho posto la domanda ad un produttore della MATEST, qualche tempo fa: mi ha risposto che preferiscono… “stare affacciati alla finestra a guardare cosa succederà”…e poi ci stupiamo del fatto che l’economia italiana sia alla frutta!
 Parliamo degli imprenditori del settore “laboratorio geotecnico”: un imprenditore è colui che investe un capitale per produrre profitto, vi piace come definizione generica? Secondo me calza.
Quindi è un tizio che deve saper fare bene i conti in termini di costi/benefici.
Mi spiegate chi agevola un’imposizione ad avere un certo numero di personale ed un certa quantità e tipologia di macchinari?
Un’imposizione del genere cozza con quelle che sono le logiche imprenditoriali, che sono quelle di investire in qualcosa di proficuo, cercando di limitare al minimo i costi ( senza entrare nelle logiche dello sfruttamento, è così, giusto?)
Quindi mi chiedo e vi chiedo:
cosa se ne farà di n°2 attrezzature triassiali un laboratorio terre dell’Alto – Adige, che magari non ha clienti che gli chiedono prove triassiali su terre?
Cosa se ne fa il laboratorio tipo del 2006, completamente automatizzato, di n°4 dipendenti?
In determinate realtà, neanche tanto locali poi, per più di qualche imprenditore potrebbe risultare anti-economico, non trovate?
Ed ecco che la 349/99, anche vista da questo punto di vista, non agevola gli imprenditori: se è vero che qualcuno l’ha pensata “ad hoc”, non l’ha pensata neanche tanto bene (vedi economia italiana di cui sopra),
Certo se quei “quattro ” che sono già in regola, ammesso e non concesso che la 349/99 sia stata proprio pensata da loro, sono così idioti da pensare di assorbirsi tutto il lavoro che si produce sul territorio, credo che dovrebbero imparare a farsi meglio i conti (vedi sempre economia italiana ecc. ecc.).
Si, perché, forse pochi lo sanno, ma con quello che, per esempio, costa oggi un’attrezzatura per prove triassiali, i famosi “quattro” farebbero meglio a fare speculazione edilizia, che rende sicuramente di più.
E quante attrezzature per prove triassiali dovrà comprare un laboratorio certificato per poter soddisfare le richieste di un territorio che è diventato vasto perché non servito più da altri?
Potrai avere un’attrezzatura ultramoderna, tutta cromata e superfunzionale, ma per confezionare, saturare, consolidare e rompere tre provini passeranno sempre gli stessi interminabili giorni ed alla fine avrai analizzato n°1 campione…= il Committente attende mesi per avere i risultati. E questo sarebbe Qualità?
Che poi dovrebbero dirmi CHI e COSA attesti che il personale, Direttore compreso, sia idoneo a fare prove in Qualità. Il fatto che operi nel settore da due anni? Come gli architetti – geotecnici che infestano il settore dell’Ingegneria!!!??? Ma fatemi il piacere!!!!
Il punto è che una regolamentazione ci deve essere, è verissimo.
Ma il punto è anche che questa circolare è stata “copiata” dalla 1086 per i materiali da costruzione.
C’è solo un piccolo particolare: per i cls ed i materiali da costruzione in genere la legge prevede con precisione quante prove/quantità si devono fare, quindi l’imprenditore, se il lavoro è garantito, di presse e “stiraferri” se ne compra quante ne vuole, ma a chi fa laboratorio geotecnico il lavoro da chi è garantito?
E’ forse scritto da qualche parte quante granulometrie, tagli, rotture e spremute d’argilla si devono fare?
Logicamente no. E’ a discrezione del progettista o consulente geologo. E lo trovo giusto.
La qualità, magari con la “q” minuscola, ma reale, sta da un’altra parte e lo sappiamo tutti.
La qualità del lavorare in Qualità l’abbiamo vista ieri sera a Striscia la Notizia, dove qualcuno finalmente si è “accorto” che un “Progettificio” che lavora in Qualità, ha progettato una palazzina uffici più alta della Torre di Controllo dell’Aeroporto di CT, che un’Impresa che lavora in Qualità ha puntualmente realizzato.
Risultato: hanno cambiato le rotte aeree.
Proviamo ad indire un concorso di idee a premi: magari a qualcuno un’idea prima o poi viene per proporre una soluzione alternativa alla 349/99, non trovate?
Io qualche idea la avrei, ma se vinco il premio lo do in beneficenza.
Gaio