Per la prima volta entro in questo forum colpito dal bailamme di notizie su leggi e ruoli professionali, e in virtù di cosa è per me la geologia.
Premetto, faccio il geologo libero professionista e "povero" non avendo nessun tipo di macchinario per la paramettrizzazione dei terreni.
Ho sempre creduto nella geologia come scienza ad ampia scala, e quindi considerato ogni tentativo di ridurla a indagine locale o addirittura puntiforme (buchi nel terreno per prendere pezzi di argilla e infilarle in triassiali e edometri ) una devianza dagli scopi originali delle scienze geologiche se tali indagini non sono inserite in un contesto molto più ampio di un sito e per scopi diversi dal calcolo di portanza e cedimenti di fondazioni (odio il cemento); purtroppo la sete di danaro ha spinto il nostro ordine, dai tempi dell’onda lunga craxiana, a mangiare nella stessa mangiatoia di ingegneri e architetti e quindi mi trovo a calcolare portanze e cedimenti per professione.
Ora noi abbiamo la possibilità di svincolarci da questo macello di responsabilità a quattro soldi, per noi geologi "poveri", ma spinti dalla convinzione che la nostra dignità professionale risieda nel fare buchi a terra a caro prezzo con le relazioni a margine, non riusciamo a rigirare la medaglia a nostro favore.
Credo che siano principalmente due i punti sui quali dovremmo (il CNG dovrebbe, ma dubito) insistere per vedere migliorata la nostra professione sfruttando il TU: garanzia e qualità (geologica) del lavoro.
1 La garanzia ci deve essere riconosciuta con l’obbligo della relazione geologica secondo l’attuale tariffario (credo sia presente nel TU ma non ne sono certo), ma distinguendo la contabilità fiscale delle imprese di sondaggi e affini, e dei laboratori, da quella dei professionisti, perché sono certo che il vero rischio sia trovarsi con grandi imprese e/o grandi laboratori che assumono geologi per scrivere relazioni da inserire nel pacchetto di offerta all inclusive, in pratica gratis, così da tagliare fuori noi geologi “poveri”. Non so se sarà sufficiente ma almeno una pezza al problema che si presenterà dovrebbe essere messa.
2 La qualità del nostro lavoro dovrebbe essere garantita sia nell’abito degli studi a carattere locale sia soprattutto con una spinta verso indagini geologiche a scala più ampia.
Nel primo caso corredare una relazione su un sito con carte geologiche, idrogeologiche, geomorfologiche, di acclività, di microzonazione sismica, di rilievi strutturali ecc ecc (ovviamente in un intorno molto più ampio del sito stesso), dipendentemente dalle situazioni che si incontrano migliorerebbe la qualità geologica del nostro lavoro e anche quella della nostra ricerca da effettuare su testi di geologia e non su quelli di geotecnica scritti nel 99% dei casi da ingegneri.
Nel secondo caso il nostro caro CNG dovrebbe preoccuparsi di far estendere dagli enti pubblici i rilievi geologici di tutti i tipi a porzioni di territorio ampie ma più ristrette rispetto alle attuali cartografie in dotazione ai piani regolatori (beninteso quelli fatti bene, non quelli con qualche carta ricopiata da un foglio al 100.000!!) e utili molto grossolanamente per un insediamento urbanistico, in modo da dare un sostegno al geologo che esprime un parere locale sui reali rischi sismici, di dissesto idrogeologico e quant’altro. Quanti anni di lavoro ci sarebbero!!!!!!
L’occassione è ghiotta per scrivere qualche cosa sull’Ordine. Bene, spero proprio che siano finalmente cancellati. Da quando sono geologo, otre alle comunicazioni sui convegni, reperibili comunque attraverso la rete internet, arrivano in casa prevalentemente due tipi di lettere: PAGA e VOTA PER ME (tu chi? Non ti conosco, non ti ho visto, non ti ho mai sentito parlare e quindi non ho motivo per votarti). Ultimamente se ne è aggiunta un’altra: PROTESTA PER ME. Per te chi? Forse coloro che hanno imposto e continuano ad imporre, una cultura geologica erronea fatti di buchi e macchine, e equazioni di portanza, mentre l’Italia scivola giù, trema e viene stagionalmente inondata? Per le tariffe minime già applicate illegittimamente da anni e sulle quali non è stato mai fatto nulla? Per lobby imprenditoriali ampiamente rappresentate in seno all’Ordine, e per il loro potere che non è il mio? E dopo la protesta magari tutti al Bilionere di Briatore!!!!!
Abbiamo una grande occasione, noi che siamo affezionati ai nostri libri di geologia, rilevamento, idrogeologia, vulcanologia, geologia strutturale e via dicendo. Noi che vogliamo esprimere un parere fondante sul rischio vulcanico, sismico, idrogeologico, sulle inondazioni e sull’inquinamento di falde acquifere, sulla tutela delle coste non a scopo puramente scientifico ma applicativo. Rigiriamo il pedalino, lasciamo raccogliere tubetti di argilla e ficcarli nelle macchine dei laboratori ai geologi che tali non sono, lasciamo far di calcolo agli ingegneri che è nella loro vocazione, e iniziamo a farci pagare e bene per il nostro lavoro. SAREBBE BELLISSIMO
Un sogno ad occhi aperti: Via l’Ordine, e fondiamo un’associazione italiana di geologi che tuteli il nostro lavoro, totalmente indipendente da imprese di sondaggi e laboratori, per un corretto sviluppo urbanistico e per la salvaguardia dei nostri territori dai tanti rischi esistenti.
Andrea Ciampaglia