Buonasera a tutti,

sono il solito appassionato, ultimo arrivato, superficiale che vorrebbe tanto parlare di qualcosa di nuovo che ha pensato lui.

Ecco, si, mi piacerebbe trovare qualcuno tra di voi che avesse voglia di discutere su questo argomento.

un abbraccio a tutti

Stefano

https://www.facebook.com/events/731930483498496/

'estratto da un mio scritto'
-----------------------

La contemplazione di un panorama ci lascia a bocca aperta, ma per poco. Dopo un breve periodo non riusciamo a capire il fascino di questo gioco di montagne, valli, pianure e colline. La mente è spiazzata e tende a ricomporsi, a fuggire, talvolta etichettando con nomi alcuni dei punti dell'immensità che ha davanti a se. Ma così facendo perde il contatto con il flusso del tempo. Ho provato ad aiutarla a dare un senso a tutto ciò. Identificando nei panorami il resti dei flussi di ghiaccio, la mente in questo modo inizia a godere di una comunione con il passato. E' come trovarsi immersi nella vita della terra, è come vedere davanti a sé riepilogato in ogni luogo ed in ogni momento il flusso vitale del nostro pianeta. Ed un panorama non ha più bisogno di essere etichettato. Siamo troppo piccoli difronte all'immensità di questi flussi. Probabilmente direte voi stessi “Ma come ho fatto, finora, a non vedere tutto ciò?”


Prima di iniziare le varie considerazioni vorrei illustrare le conclusioni. Per farvi risparmiare tempo nell'identificare l'argomento di questo libro.
L'acqua presente in quantità sulla terra si riunisce talvolta in masse ghiacciate che tendono ad accumularsi ai poli per poi discendere verso l'equatore. Così facendo scavano fosse ai poli e drenano il materiale pesante verso l'equatore.
Se si trovano ad agire su un pancontinente centrato su uno di questi poli lo riducono a pezzetti spingendone i brandelli verso l'equatore.
In questa loro azione lasciano tracce che consistono nella forma, orientamento ed altezza delle montagne, delle valli e delle coste. Spostando materiale determinano accumuli e pressioni che generano eruzioni.
Il fenomeno avviene in diverse dimensioni che però, al pari delle orbite dei pianeti, pur avendo molteplici aspetti differenzianti, ne presentano anche tanti di unificanti.
La gravità che agisce sulla viscosità elevata del ghiaccio in grandi quantità rappresenta una forza enorme ed ancora inesplorata che agisce sul nostro pianeta.
I ghiacciai si presentano sul pianeta in diverse dimensioni. Le tracce che lasciano sono proporzionate. Esistono piccole morene laterali o finali oppure grandi, ma tutte le morene laterali sono diritte, mentre le finali sono ad arco di circa 180°. Si possono rintracciare abbastanza facilmente nel paesaggio. Variano in altezza da qualche metro fino a 4 mila metri ed oltre.
Come le morene ho identificato altre 5 forme caratteristiche che si presentano su una scala simile.
Queste forme descrivono coerentemente dei flussi di ghiaccio. Fino ad ora si tenta di spiegare tali evidenti segni di flusso con grandi quantità di acqua. Con difficoltà si riesce a
spiegare la formazione e la persistenza di flussi di acqua così grandi. Tutto diventa più evidente se si riconoscono i segni del ghiaccio e si ammettono dei flussi variabili, ed intermittenti di questo elemento.
Descrivo le dimensioni di questi flussi, gli effetti che mi sembra possano aver avuto ed applico queste considerazioni al paesaggio circondante la pianura Padana, specialmente quello ligure. Poi lo estendo al mondo e ne ritrovo abbondante traccia anche su Marte.
Sembra che queste considerazioni siano applicabili in ogni punto della terra con enorme facilità.


Stefano