|
|
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4
M Member
|
M Member
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4 |
Una ovvia e banale raccomandazione ma bisogna fare estrema attenzione dove c'è il minimo sospetto o la minima indicazione di frana attiva e si intraprendono lavori di sistemazione (senza di questi non ha senso costruire ed è meglio dire NO, grazie al committente).
I parametri di picco non vanno usati ma solo ed esclusivamente il phi residuo, che andrà verificato con un numero rappresentativo di analisi di laboratorio preferibilmente con scatola di taglio anulare e successivamente ridotto a valore caratteristico come da previsioni di legge. Il phi postpicco non va bene in una frana attiva dove già esistono deformazioni 'grandi'. Nel dubbio se una deformazione sia grande o meno meglio considerarla grande. Ed infine estrema attenzione alle modalità di verifica. E, come già è stato accennato, ultimo in ordine ma non in importanza, verifichiamo al validità della nostra assicurazione professionale. Al progettista che dovesse suscitare il minimo dubbio sul numero e sul costo delle indagini rispondiamo che anche lui è penalmente e civilmente responsabile di eventuali danni e lesioni.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
|
|
|
Link Copiato negli Appunti