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Federico, ho rimuginato sull'argomento e, se davvero un geofono con frequenza inferiore permette di captare meglio le basse frequenze, il vantaggio sarebbe non solo nei progetti di strutture particolari ma anche nella risposta sismica locale, dove possiamo ottenere una stima della profondità del bedrock o perlomeno di strati rigidi profondi.
Non posso dirti niente di certo perché non ho sufficiente casistica. Qui un paio di colleghi con sensori a frequenze diverse hanno fatto una prova ma le curve risultavano identiche.
Rilevando per molto tempo, anche un'ora e in condizioni particolari si possono captare basse frequenze anche con il velocimetro da 4.5 Hz, questa curva evidenzia un netto picco a 0.4 Hz; il segnale è stato cortesemente fornito dal collega Massimo Trossero, rilevato con tromino(TM) che ha velocimetro a 4.5 Hz. Ovviamente, per captare un picco di questo tipo bisogna insistere. Qui il bedrock si trova a circa 200-300 m m di profondità. Ripeto, il consenso di utenti esperti ed informati sembra essere che garanzie di rilevare al primo colpo o quasi picchi a frequenze <1Hz le abbiamo solo con il Lennarz di uso accademico. So anche però che su richiesta si assemblano geofoni triassiali con frequenze proprie fino a 0.1 Hz.
Purtroppo siamo ancora in un campo poco sperimentato dalla professione.



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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mccoy #133295 27/03/2014 10:41
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grazie mille,
a questo punto direi che mi oriento sullo strumento da 1Hz.

grazie ancora delle risposte!


Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
mccoy #133304 27/03/2014 13:58
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Può darsi che un velocimetro da 4.5 Hz registri le basse frequenze, ma quel che è certo è che le linee guida Sesame indicano MOLTO CHIARAMENTE che NON è raccomandabile utilizzare sensori con frequenza propria "inferiore a quella di interesse".
E' per questo che nelle schede di misura va SEMPRE indicata la frequenza propria del sensore.

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Può darsi che un velocimetro da 4.5 Hz registri le basse frequenze, ma quel che è certo è che le linee guida Sesame indicano MOLTO CHIARAMENTE che NON è raccomandabile utilizzare sensori con frequenza propria "inferiore a quella di interesse".
E' per questo che nelle schede di misura va SEMPRE indicata la frequenza propria del sensore.


Non conoscevo questa parte delle Sesame, evidentemente la frequenza di 4.5 Hz non è scelta a caso, essendo intermedia tra 1 e 10, il range di interesse per il 90% o forse il 95% dei lavori.
A questo punto che chi lavora con i microtremori con specifiche esigenze dovrebbe avere 2 rilevatori con diverse frequenze.
Posto ovviamente che i geofoni commerciali (di costo contenuto entro i 3-5000 Euro) attuali riescano davvero agevolmente a captare i segnali profondi, sarebbe interessante avere qualche resoconto di casi reali con analisi comparative tra geofoni di 1 o 0.5 Hz e geofono classico da 4.5
Non tacendo poi che la parte circuitale dei diversi progetti può influire molto sulla sensibilità.


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mccoy #133325 28/03/2014 10:15
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A questo punto che chi lavora con i microtremori con specifiche esigenze dovrebbe avere 2 rilevatori con diverse frequenze.

Non credo, non ci sono controindicazioni ad utilizzare sensori da 2 Hz (gli unici che si trovano sul mercato ai prezzi che tu indichi) per indagare frequenze superiori

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A questo punto che chi lavora con i microtremori con specifiche esigenze dovrebbe avere 2 rilevatori con diverse frequenze.

Non credo, non ci sono controindicazioni ad utilizzare sensori da 2 Hz (gli unici che si trovano sul mercato ai prezzi che tu indichi) per indagare frequenze superiori


Premesso che sto parlando in maniera del tutto speculativa perchè mi manca la casistica, se i 2 Hz non danno problemi per frequenze di 10 Hz sembrano un buon compromesso. Però secondo quello che hai scritto non soddisferebbero le linee guida sesame (che io stesso non sempre rispetto).
Poi, ripeto, bisogna sempre accertare quanto meglio dei 4.5 Hz effettivamente riescano a captare i contrasti di impedenza profondi. Non so se tu hai una certa casistica di rilievi effettuati (per paragonare i geofoni 2 e 4.5 Hz bisognerebbe avere casistica di misure in parallelo, non ho notato che le case costruttrici abbiano pubblicato qualcosa in proposito).
Comunque l'idea di avere 2 velocimetri non mi sembra malvagia, quando ovviamente si lavori in zone con una spessa coltre di sedimenti e si voglia intercettare il bedrock profondo, ma solo se si fa molta RSL. il secondo velocimetro dovrebbe avere una frequenza di 0.5 o 1 Hz al massimo.
Che poi anche nella RSL possa non servire avere i contrasti più profondi, per i soliti progetti, sono d'accordo. Ma avere un modello con il bedrock definito rispetto all'assoluta indeterminazione o alla bruta stima è tutt'altra cosa.


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