Per quello che ho letto (varie pubblicazioni) più bassa è la frequenza del geofono più è sensibile alle basse frequenze, per cui un geofono da 1 Hz dovrebbe essere molto più sensibile nella badna da 0.1 Hz in poi rispetto (confronto relativo) ad uno da 2 o da 4.5 Hz.
Da alcuni rappresentanti di ditte che producono strumenti ho sentito dire in occasione di fiere o convegni (ma bisogna tenere conto che c'è un "conflitto d'interessi")che la banda di frequenza ottimale non dipenderebbe "solo" dalla frequenza del geofono montato, ma anche dall'elettronica dietro allo strumento, epr cui secondo loro 4.5 Hz sarbbero sufficienti a patto che lo strumento sia fatto bene.
Mi pare tuttavia di ricordare che in una delle pubblicazioni del progetto SESAME suggerissero di ripetere una misura eseguita con un geofono di frequenza "alta" (4.5Hz) qualora il risultato avesse dato un picco H/V (mi sembra) minore di 1 Hz.
Altre pubblicazioni affermavano invece che per ricavare l'HVSR bastasse uno strumento da 4.5 Hz o 2 Hz e che (per gli scopi ingegneristici) "sconsigliassero" strumenti più sensibili (a meno di casi molto aprticolari) per via del fatto che una volta posizionati occorrerebbe attendere un po' (una due core se non ricordo male) prima di eseguire la misura per permettere l'assestamento dello strumento.
Scusate se mi sono dilungato, ma non riuscivo ad essere più sintetico