Originariamente inviato da: Pierlo
Le supposizioni ed ipotesi su Venere mi lasciano qualche dubbio. Dal momento che è interno alla terra lo immagino su un altro "livello energetico" quindi faccio un po' fatica ad accettare la similitudine.

Per quanto riguarda il campo magnetico al disotto di una certa quota faccio ugualmente fatica ad immaginare che possano sopravvivere gli elettroni. Non credo ci siano le condizioni adatte.

Riguardo la forma immagino una struttura ordinata (nel senso di disposizione atomica spaziale) con la forma appunto del mantello, con le dovute anomalie, dato che in natura non vedo forme perfette, ma tendenti a... che partecipa ai moti convettivi comunque. Quindi una specie di fascio di spire che attraversano il mantello e che quindi emettono la radiazione magnetica mentre le condizioni esasperate fanno saltare lo strato più esterno degli atomi, cioè gli elettroni.

Il punto di Curie in qualche modo mi viene in aiuto o mi ispira nel limite di permanenza e di sopravvivenza del campo magnetico.

La domanda successiva che mi pongo è: allora nel sole quanto è distante il campo magnetico dal centro, viste le condizioni ancora più estreme? Che, conoscendone i parametri, potrebbe confermare o confutare...


E' corretto quello che dici riguardo alle spire che creano il campo magnetico, infatti è proprio così che accade: la rotazione terrestre, combinata allo spostamento della massa liquida del nucleo esterno, producono delle correnti convettive a spirale che generano il campo.

infatti il campo, è il risultato di più componenti agenti tra di loro a renderlo uniforme ed ordinato, cioè è la somma di diverse fattori tra cui i principali sono: un buon materiale conduttore fluido (il ferro liquido del nucleo), ed un moto rotazionale atto ad innescare la generazione di moti convettivi e quindi di correnti elettriche indotte (analogamente a quelle di una bobina avente asse uguale a quello di rotazione).

Comunque sia, la natura campo è molto complessa e di difficile interpretazione. Tuttavia, oggi, la teoria della dinamo auto eccitata è quella che dà la spiegazione migliore, poiché i campi elettrici che genera il nucleo esterno fluido, vanno a sommarsi e a rafforzare quello generato dalla sua interazione con quello interno, in un meccanismo auto-conservativo.
Qui c'è una buona spiegazione di come si genera.

Effettivamente, il fatto che dici tu che ad una certa temperatura, riferendoti a quella del nucleo esterno di circa 3000° immagino, gli elettroni facciano fatica a sopravvivere, fa venire un dubbio anche a me.
Devo approfondire di più sull'argomento per risponderti senza sparare cavolate! grin

Al momento mi viene quest'obiezione: se Giove, che ha una pressione interna vicino al nucleo ( per intenderci in quella zona analoga al nostro nucleo esterno, dove gli atomi di idrogeno sono talmente compressi da comportarsi come un metallo liquido) è di circa 4500 Gpa, e nonostante questo gli elettroni sono presenti per generare il suo campo magnetico possente, analogamente, credo che anche per il nucleo terrestre, dove la pressione è notevolmente inferiore rispetto a Giove (circa 3.5 - 4 milioni di atmosfere), possa valere questa regola.

E non dimentichiamoci di Venere, che pur avendo un mantello presumibilmente simile al nostro, quindi ricco di materiali ferromagnetici, non possiede un campo magnetico apprezzabile (probabilmente, dovuto al fatto che la rotazione è molto lenta), conferma questa ipotesi (quella della dinamo).