Nella seconda simulazione, ho impostato condizioni EQL quindi sì ai fenomeni di non linearità. Il risultato è interessante, ossia ogni input ha il suo picco di amplificazione e la frequenza più amplificata risulta essere non quella più vicina alla frequenza di risonanza dello strato,3 Hz, ma la frequenza più alta, 6Hz.

Quale risposta avrebbe il quesito di Dal Moro in condizioni non lineari e secondo la teoria della RSL? Secondo questo esempio, l risposta sarebbe che, se esiste un picco di risonanza (presumibilmente evidenziato dalle nostre misurazioni HVSR), esiste comunque amplificazione, a prescindere dalla frequenza del moto di input. Secondo questo esempio Castellaro e Mulargia dicono il vero concettualmente e quantitativamente non si sbagliano di tanto, anche con ondine di frequenza molto diversa. Il tutto nell'assunzione che la teoria della RSL sia un'accettabile approssimazione della realtà, ovviamente.
Per maggiore chiarezza, ho trasferito i dati di output di strata in un foglio di calcolo, i picchi hanno le seguenti caratteristiche:

Ondina 6 Hz: picco 2.5 Hz, amplificazione 3.6
Ondina 3 Hz: picco 2 Hz, amplificazione 3.2
Ondina 1 Hz: picco 1.5 Hz, amplificazione 2.6





"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)