Infatti immagina un magistrato aquilano che vive a l'Aquila. Per anni ha ignorato il pericolo che ha vissuto frequentando molti degli edifici presenti nella sua città che poi sono crollati o rimasti gravemente danneggiati... che non si è mai chiesto se la sede in cui ha lavorato e in cui ha vissuto era a norma sismica e se la sua vulnerabilità era alta in considerazione proprio della storia sismica della sua città. Logicamente anche lui è profondamente convinto, nella sua ignoranza, che la sequenza sismica vissuta era premonitrice di un evento distruttivo imminente e la convocazione della CGR ne era la dimostrazione dell'aumentato pericolo in atto.
Praticamente non ha una visione obiettiva di ciò che è accaduto e in buona fede crede anche lui che gli scienziati in quell'occasione non abbiano detto ciò che la scienza fino ad allora aveva appurato per la zona aquilana.
Per quanto riguarda i testi d'accusa si va oltre le tue affermazioni, questi non solo non sono di "fama" nazionale o internazionale e per fama intendo conosciuti da analoghi esperti nazionali e stranieri in tale campo, ma proprio non sono del campo, è come se un neurologo (per giunta neanche troppo accreditato in tale campo) e un medico di base si fossero pronunciati sull'operato di due esperti cardiologi riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale come tali, accusandoli di non aver svolto il proprio compito e in alcuni casi proprio di non saperlo svolgere.
Il risultato è che non sono arrivati neanche a riscontrare un significativo errore imputabile alla condotta degli scienziati affermando cose spesso prive di senso e per giunta pericolose, di fatto dequalificando ulteriormente la loro professionalità, a patto che mai ce l'abbiano avuta.
A mio parere l'analisi di Amato e Galadini comunque mette in evidenza la mancanza di una fonte di informazione univoca dell'INGV che doveva avvenire tramite l'addetto stampa, con il compito di verificare le notizie diramate che poi comparivano sui vari media per eventualmente invitare a correggerle e a rettificarle nelle varie imprecisioni (facile a dirsi dopo il terremoto vero?), non tanto per una utilità pratica ai fini della protezione civile (dai terremoti non si fugge) ma ai fini precauzionali nei confronti dell'Istituto e degli stessi ricercatori (questo invece era prevedibile e lo sapeva anche Bertolaso quando alla Stati avvertiva "attenzione che la comunicazione nel campo sismico è un terreno minato"). E ciò è la dimostrazione del livello di ignoranza presente sia nei cittadini e soprattutto nei giornalisti locali che sono stati la vera fonte di distorsione delle informazioni che correttamente, attraverso i suoi ricercatori, proveniva dall' INGV, con il supporto di qualche nostro collega improvvisatosi esperto sismologo o ritenuto dai media come tale.

Ultima modifica di Alex-64; 20/03/2014 20:01.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti