Il problema principale che si ha in comunicazioni inerenti il rischio sismico è quello del procurato allarme.
Per questo diventa una questione di Protezione Civile e non per il fatto che una corretta informazione in un momento in cui si è in presenza di uno sciame sismico possa effettivamente salvare delle vite umane. Sapere che si è attivata una faglia il cui potenziale sismogenetico è molto elevato, i cui tempi di ricorrenza per quell'ordine di magnitudo non sono molto lunghi (800-1500 anni), quale informazione utile a salvare molte vite umane può dare ai cittadini?
Di conseguenza quando si avverte una situazione di possibile panico incontrollato, a seguito di un lungo perdurare di scosse ma anche da alcuni comportamenti particolari dei cittadini (ad esempio quello che è accaduto nel teramano dopo il 6 aprile 2009 e in particolar modo il 9 aprile 2009) la comunicazione per forza deve passare attraverso la protezione civile, mentre se si tratta di scosse isolate o quasi magari in zone a pericolosità sismica non elevata nelle quali c'è si una certa attenzione, a mio parere la comunicazione può essere fatta direttamente dall'INGV come nel caso della scossa di modesta entità avvertita nel viterbese.
Per far questo bisogna ben informare sulla prevedibilità di tali eventi, oltre che la stampa, anche i magistrati che da un lato sono molto attenti nel cercare il colpevole del procurato allarme (come è accaduto anche a me) e dall'altro quello della strage colposa per errata comunicazione (processo alla CGR) e quasi mai quello delle mancate azioni di prevenzione. Non può accadere questo in un paese civile.
Io troverei molto utile ad esempio organizzare convegni sui rischi naturali coinvolgendo la magistratura ricordando, per stimolarne la partecipazione, il pesante tributo che la nostra nazione paga in termini di vite umane e costi, la quale magistratura è presente (giustamente) in molti convegni inerenti problematiche diverse che vanno dai reati finanziari, alla corruzione, alla mafia, ai reati dei colletti bianchi, alla violenza sulle donne ma praticamente assente a questi tipi di convegno da cui sarebbe utile poi far scaturire un dibattito. Vi è mai capitato di notare la presenza di magistrati nei numerosi convegni a cui avete partecipato su queste tematiche? Convegni logicamente non prettamente scientifici ma di tipo divulgativo? A me sinceramente mai.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti