Avendo letto solo gi ultimi interventi, mi scuso in anticipo se ho tralasciato qualche commento in merito, ma ho letto che si inizia a parlare anche di certificazione per le indagini geofisiche: apriti cielo !
Qui c'è il rischio di fare una confusione ancora peggiore di quanto fatto per la geotecnica. Come giustamente rilevato dal collega poco sopra, chiunque abbia un minimo di dimistichezza con la geofisica, non potrà mai pretendere che certificare sia equivalente a dire "fornire lo stesso risultato": l'inversione del dato geofisico è un problema "mal-posto" (ill-posed) da cui ne consegue che i modelli geofisici che possono essere compatibili con i dati di campagna sono infiniti.
La direzione da intraprendere sarebbe secondo me decisamente più semplice: bisognerebbe garantire che gli strumenti geofisici siano tarati, calibrati, in modo da garantire che forniscano lo stesso risultato sperimentale, al di la' dell'inversione, o meglio PRIMA dell'inversione.
D'altro canto è stato sempre quello che ho proposto per la geotecnica: se io porto a tarare il mio penetrometro statico presso un laboratorio autorizzato, allora posso certificare le mie prove, senza dover invece autorizzare l'infinta lista di strumentazioni che erano previste dalla Circolare. Nessuno può pretendere che ci sia accordo sull'INTERPRETAZIONE delle prove geotecniche, né tantomeno geofisiche.
Riguardo le ultime, volevo segnalare che stiamo mettendo a punto un sito nazionale di calibrazione italiano, per strumenti TDEM, presso Pisa, proprio allo scopo di verificare che qualsiasi strumento utilizzato in territorio italiano (sia airborne che a terra) riproduca una risposta geofisica corretta. La stessa cosa potrebbe essere messa a punto per la sismica, la geoelettrica. etc.
Per chi fosse maggiormente interessato può contattarmi su am@aarhusgeo.com