Questa è stata la testimonianza dell’allora Presidente della Provincia di L’Aquila ora senatrice Stefania Pezzopane. Ai microfoni di Jacona invece ha detto che lei era stata rassicurata dalla lettura di un verbale (quello redatto dopo il terremoto).

Mi ricordo perfettamente che in data 31 marzo 2009 a L’Aquila si riunì la
Commissione Grandi Rischi per affrontare l’emergenza del terremoto a L’Aquila. Gli
enti locali, in particolare il Sindaco Cialente, necessitavano di indicazioni su come
comportarsi. Io quale Presidente della Provincia dell’Aquila non fui invitata. Appresi
della riunione e dei suoi contenuti la sera del 31 guardando la televisione. In particolare
il canale televisivo locale TV Uno mandò in onda un servizio molto lungo; mi ricordo
che sentii le interviste dell’assessore della protezione civile regionale Daniela Stati e del
prof. De Bernardinis. Mi ricordo che l’assessore Stati disse che, secondo quanto detto
dai membri della Commissione durante la riunione, non vi erano pericoli e mi colpì il
fatto che, oltre all’aspetto istituzionale, alla comunicazione istituzionale, rafforzò questo
senso di rassicurazione parlando come madre, disse parlo anche come mamma; il prof.
De Bernardinis usò un linguaggio più tecnico, parlò di faglia e disse che lo sciame
sismico rientrava nell’ambito di un fenomeno che defnì stabile o normale. Ma comunque entrambi usarono parole certamente rassicuranti. La mattina del 1° aprile
incontrai in Piazza palazzo il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e pure lui, che
aveva partecipato alla riunione della Commissione, mi confermò che secondo la
Commissione la situazione era sotto controllo e che sostanzialmente non c’erano pericoli
imminenti. Tant’è vero che già dal 1° aprile decidemmo di riaprire le scuole che erano
state chiuse precauzionalmente un paio di giorni”.

In un successivo passaggio del medesimo verbale di sommarie informazioni
testimoniali, il Presidente della Provincia ha ricordato anche la sua esperienza
personale:

“Posso raccontare quella che è stata la mia esperienza. Io per le scosse che si ripetevano
da giorni ero molto preoccupata, anch’io aspettavo indicazioni dagli esperti, sia dal
punto di vista istituzionale che dal punto di vista personale. Le mie preoccupazioni non
si sono sopite nemmeno a seguito delle rassicurazioni della Commissioni Grandi rischi,
ma mi ripetevo che dovevo comunque tranquillizzarmi perché gli scienziati, gli esperti
usavano parole tranquillizzanti. La sera del 5 aprile io ero in casa a l’Aquila e dopo la
scossa delle 23,00, particolarmente forte, dissi a mio marito di prendere nostra fglia di
10 anni e di uscire di casa. Mi marito mi invitò a non preoccuparmi troppo, perché gli
esperti avevano detto che quello era un fenomeno favorevole, era energia che oramai si
era liberata, mi marito mi disse “ha scaricato”, l’energia si è scaricata e quindi
potevamo rimanere in casa. Questo concetto dell’energia che si scaricava lo avevamo
appreso, per la prima volta, proprio dalle spiegazioni scientifche che provenivano dalla
Commissione Grandi Rischi, prima non lo avevamo mai sentito.
Alle 23,00 ho chiamato al telefono anche mia sorella e mia madre e loro, pur avendo
sentito bene la scossa, avevano deciso di rimanere in casa.
Quando ci fu la seconda scossa, dell’una circa, rinnovai a mio marito l’invito a uscire di
nuovo di casa e lui mi disse la stessa cosa, che non c’era pericolo, “ormai ha fatto, ha
scaricato, non fa più”.
La scossa delle 3,32 ci ha sorpresi in casa e per fortuna non abbiamo avuto conseguenze
sulla salute. Mi rammarico del trauma che io, mio marito e soprattutto mia fglia
abbiamo dovuto subire quando abbiamo visto i muri di casa che si aprivamo e tutto che
cadeva. Voglio precisare che il giorno 31 marzo quando ci fu la scossa violenta della 15,30 io mi
trovavo in uffcio in Piazza palazzo e subito sono uscita dicendo a tutti di uscire, feci
evacuare tutta la biblioteca, non rientrai in uffcio e non rientrò nessuno dei dipendenti
della Provincia.
Affermo con sicurezza che la sera del 5 aprile io e mio marito saremmo sicuramente
usciti di casa subito se non ci fossero state le rassicurazioni della Commissioni Grandi
Rischi. Anche in passato, ogni volta che c’era stata una scossa di terremoto, di giorno o
di notte, uscivamo sempre di casa e come me anche mia madre e i miei familiari: era
questa la regola che tutti noi, da aquilani abituati ai terremoti, abbiamo sempre
seguito”.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti