Il concetto dello scarico ha avuto un ruolo chiave e decisivo, è quello che si è radicato nelle convinzioni delle persone. Spero vivamente che il giudice sappia comprendere la differenza tra le dichiarazioni di De Bernardinis e quelle dei sismologi - riportate nei verbali - o quanto meno che si doti di un decente consulente tecnico, il che sarebbe doveroso. A parte la questione della dimostrabilità di un nesso di causalità ( qui l'analisi di una giurista) , c'è che i sismologi proprio non ne hanno parlato di scarichi e fatti positivi, nè hanno sottovalutato nulla. Quindi la questione del nesso, per loro, non dovrebbe esistere proprio. Inoltre, ognuno ha parlato per sè: chi di faglie e scosse, chi di cornicioni ecc.

In questo articolo c'è il virgolettato (si intendono, quindi, citazioni testuali) delle dichiarazioni di De Bernardinis dopo la riunione:
Il Tempo - 01/04/09
"Rispetto alle conoscenze scientifiche attuali [...] non ci aspettiamo una crescita di magnitudo"; e ancora: "E' lecito aspettarsi altri danni, ma sempre su questa tipologia, vale a dire secondari [...] ma non certamente strutturali" (travisando pure lui, come poi il giudice, la stima intesa sui danni che ci si poteva attendere di rilevare relativamente a quanto avutosi fino a quel momento, non riguardo al futuro), è la "traduzione" di De Bernardinis di quanto discusso dagli esperti in riunione. Immagino che se, a fine riunione, si fosse redatto un regolare verbale con un comunicato condiviso, le cose sarebbero andate diversamente... Che brutto caos. Ci vorrebbe volontà di districarlo, il che non è affatto impossibile se appunto lo si vuole, unita a competenza specialistica.