|
0 membri (),
1,034
ospiti, e
3
robot. |
|
Chiave:
Admin,
Mod Globale,
Mod
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2012
Posts: 44
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2012
Posts: 44 |
Ho un quesito da porre a qualcuno più esperto di me : mi serve calcolare il cedimento primario di un argilla sovraconsolidata e presumo sia trascurabile il cedimento secondario
Perchè si deve protrarre per circa 24h ( così viene suggerito )la durata dei carichi crescenti quando il tempo di fine consolidazione primaria nei provini si raggiunge in massimo un'ora?
Toglietemi questo dubbio , grazie
|
|
|
|
|
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
Member
|
Member
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268 |
Ciao Peter, la durata della prova edometrica viene protratta per almeno 24 ore, intanto perché la norma prevede questo. Non seguire la procedura prevista da una norma che standardizza la prova, significherebbe invalidare la stessa ed di conseguenza, i risultati. Protrarre la prova per 24 ore serve a garantire che tutta la consolidazione primaria è esaurita, e che ci si trova già in campo di consolidazione secondaria e che quindi, nel diagramma semilogaritmico, si sia formato il flesso che ti permette di calcolare il t100. Se è infatti vero che il t100 assume valori prossimi a 1 o 1,5 ore, questo lo puoi determinare solo grazie alle successive letture (120, 240, 480 e infine 1440 minuti). poi tutto questo è sempre funzione del materiale testato. Ho testo materiali che dopo 10 minuti avevano esaurito il cedimento e materiali per i quali 24 ore non erano sufficienti per esaurire i cedimenti. In questi casi cche dovresti fare? sceliere di volta in volta per quale tempo applicare il carico? e questo per ogni carico incrementale? e questo per ogni campione testato che può spaziare dalle sabbie limose alle argille pure anche nella stessa campagna d'indagine? Impossibile. Il laboratorio si ingolferebbe a non si tirerebbe fuori nessun risultato. Anche in laboratorio si segue una scaletta nell'esecuzione delle prove per produrre il più possibile. Altrimenti non ci si esce.... La discrezionalità dell'operatore non deve entrare in gioco nelle prove, altrimenti "si danno i numeri", e questo si deve evitare al massimo. A questo servono le norme
Ultima modifica di Ignazio C.; 22/03/2014 00:31.
|
|
|
|
|
Iscritto: Oct 2012
Posts: 44
Member
|
OP
Member
Iscritto: Oct 2012
Posts: 44 |
Grazie mille Ignazio e visto che ci sono ti vorrei chiedere : qual'è l'uso applicativo che si fa dei ciclo di scarico ? Per intenderci, per il calcolo del cedimento posso far a meno di eseguire il ciclo di scarico e così risparmiare tempo? Non mi sembra sia essenziale
Saluti e grazie di nuovo per il chiarimento
|
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2009
Posts: 485 Mi piace: 1
Member
|
Member
Iscritto: Mar 2009
Posts: 485 Mi piace: 1 |
Scusa Peter,ma non capisco perchè abbia tutta questa fretta nel concludere la prova.
Poi, premesso che ci sono persone più esperte di me nel chiarire i tuoi dubbi (non sono un laboratorista), credo che il ciclo di scarico ti serva a discriminare l'entità della deformazione elastica e plastica sul materiale testato. Saluti
Ultima modifica di geovito; 28/03/2014 09:15.
Non si dicono mai tante bugie quante se ne dicono prima delle elezioni, durante una guerra e dopo la caccia. (Otto von Bismarck)
|
|
|
|
|
Iscritto: Dec 2007
Posts: 938
Member
|
Member
Iscritto: Dec 2007
Posts: 938 |
discriminare l'entità della deformazione elastica e plastica sul materiale testato. Condivido. La fretta può essere per le necessità dei progettisti/committente di presentare entro una tale data (visto che si decidono a chiamarci sempre in zona cesarini)
Impara l'arte e mettila da parte!
|
|
|
|
|
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
Member
|
Member
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268 |
Se devo essere sincero, non saprei risponderti... Direi che i colleghi che hanno risposto prima di me hanno già centrato il problema: Può darti un'idea delle deformazioni permanenti che ha subito il terreno testato. L'unico uso applicativo che conosco della fase di scarico di una prova edometrica è la ricostruzione della curva reale di campagna dalla curva ottenuta dal diagramma semilogaritmico carico-indice dei vuoti. La fase di scarico, però, viene eseguita interrompendo la prova ad un carico intermedio, scaricando il campione e dopo riprendendo la prova proseguendo coi carichi previsti. Se le due curve sono intercambiabili per questa determinazione non i saprei rispondere. Per provare a rispondere alla tua ultima domanda, direi di no, forse non è una buona idea interrompere la prova prima dello scarico, e questo per diversi motivi: - se lavori per un committente questi ti ha pagato per una prova che consta in 8 cicli di carico e 4 di scarico, e normalmente ai committenti non piace vedersi fornire dati in meno, se li hanno pagati, questo a prescindere che ne conoscano l'uso finale; - se sono abituati ad un certo numero di informazioni, e poi non se li ritrovano nei certificati, si allarmano e chiederebbero informazioni a cui poi saresti chiamato a rispondere; - se il motivo, come detto da ginni, è la fretta del committente, alla fine ti basterebbe anticipare in maniera informale i dati del carico così è possibile permettere al committente di eseguire i calcoli e nel frattempo finire la prova: - per ultimo, ma non per importanza, come già ti dicevo, la norma prevede questo. Quindi, sei tenuto d eseguirla in quel modo, altrimenti i dati possono essere contestati
|
|
|
Link Copiato negli Appunti
|
Forum34
Discussioni21,091
Post147,895
Membri18,164
| |
Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
|
|
|
|