E' una persona culturalmente preparata, certo, ma lo è nel suo ambito. Non è solo questione di coinvolgimento nell'evento (infatti anche persone non emotivamente coinvolte, nell'opinione pubblica così come tra i giornalisti, commentano allo stesso modo). Per potersi fare un'idea più corretta di ciò che è successo, bisognerebbe approfondire un po' di concetti scientifici specialistici (non troppi nè troppo difficili alla fine, ci sono riuscita persino io, che però ho avuto l'opportunità di farlo solo per un caso, perché sono arrivata qui dopo il terremoto, ho iniziato a incuriosirmi, ho dialogato... altrimenti, molto probabilmente, la penserei ancora come lei. Meno giustificabili rimangono invece i giornalisti e i giudici) e i punti di vista di chi è addentro alla problematica a vario titolo. Lei parla solo da psichiatra e da cittadina. Si occupa delle reazioni psicologiche alle catastrofi, ma non affatto di sismologia e gestione delle situazioni di crisi per la sicurezza pubblica. Così come per lei, questo è ciò di cui moltissimi che commentano e giudicano non si rendono conto: di quanto complessa e piena di implicazioni sia la materia, di quanto loro ne siano ignoranti. Non solo: la conoscenza non basta; ne sono dimostrazione anche diversi commenti in questo forum tecnico.

Ho ritrovato l'articolo con la teoria del coinvolgimento della ggente nei processi decisionali in situazioni di crisi (comunque mi chiedo: uno sciame è un momento di "crisi" ed emergenza? Come facciamo a capirlo? Usando quella particolare sfera di cristallo chiamata "scosse premonitrici"?):

"Autorevoli studiosi di psicologia sociale sostengono in generale che anche i cittadini non specialisti dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale. A loro dovrebbe essere fornita l’informazione scientifica disponibile discutendo i possibili provvedimenti di prevenzione. Nel caso delle scosse premonitrici, in particolare, il contributo dei cittadini può essere determinante sotto molti aspetti. Nessuno meglio di loro, per esempio, è in grado di valutare il costo sociale di un eventuale falso allarme. Si dovrebbe in sostanza tendere a un iter decisionale compreso da tutti e il più possibile condiviso."

A sostenerlo è Grandori in questo articolo . Con tutto il rispetto, io la vedrei male, malissimo. Tanto quanto vedo male la "democrazia diretta", per dire...

Molto opinabile anche quello che si è sostenuto qui:
L'Aquila - Il racconto oltre la sentenza

(Ancora una volta, mi chiedo perché il "momento di incertezza" ci sia durante lo sciame e non nei periodi "silenti"):

"Prendere decisioni in condizioni di incertezza costituisce una fonte di valori per la comunità [...] Il cittadino tuttavia non sembra più disposto a farsi trattare da “eterno bambino”: il web ha dimostrato (dimostra) un’orizzontalità del sapere. L’esperto si trova spesso spiazzato da questi nuovi cittadini esigenti e informati, come lo è il medico che non vuol sentire quel che il paziente ha trovato su Internet (al di là di ciò che ha trovato)."

Vi rendete conto? Credo non ci sia nemmeno bisogno di commentare...

"La rete appare come un sintomo che qualcosa non funziona e conferma quel “fastidio” crescente verso una cultura paternalistica che “tranquillizza”, come hanno fatto gli esperti della Commissione grandi rischi, e non tiene conto della incertezza del processo scientifico e della complessità dei messaggi da trasmettere."
"La mistificazione della comunicazione a L’Aquila non riguarda solo il terremoto del 2009 ma anche quello che è accaduto dopo. Tanto da far parlare di due terremoti. Il secondo è stato quello operato con la disconnessione, attraverso il trasferimento forzoso e di massa degli aquilani fuori dalla città, che ha separato le persone dalle proprie vite, e le ha tenute lontane dalla possibilità di compiere scelte. Cosa che ha reso sempre più passivi i cittadini, e ha avuto l’effetto di frammentare, oltre ai luoghi e agli spazi, il tempo di una comunità. Ha separato il tempo delle persone da quello della città; il tempo di una parte delle persone da quello di altre."

Insomma, questa benedetta evacuazione va bene o no? Si decidano... La si tira in ballo in vario modo a seconda del tipo di tesi che si vuole sostenere.

Ultima modifica di DanielaP; 02/04/2014 15:19.