Questo è vero, ma credo di aver capito che sia possibile separare la sorgente dai campi indotti. Ad esmpio la litosfera credo anch'essa abbia un suo campo magnetico chiaramente indotto e credo questo sia provato scientificamente. Insomma... non sono così sicuro, ma credo di aver letto così.
E' vero, la litosfera possiede un suo campo magnetico chiamato "crostale" dovuto alla magnetizzazione degli elementi magnetici (magnetite, ematite) delle rocce e in pratica è un campo magnetico fossile, cioè conserva la magnetizzazione che gli elementi magnetici hanno subito al momento in cui avevano una certa libertà di movimento (si solito sono lave basaltiche, o rocce interessate da fenomeni erosivi che smantellano le lave basaltiche facendo acquistare, temporaneamente, una certa libertà di movimento ai granuli di ferro), è il paleomagnetismo.
Ma il suo contributo al CM terrestre, è solo marginale, essendo la seconda componente dopo il campo dipolare, la cui componente dominante è causa del 99% del campo globale.
Comunque contribuisce anch'esso alla generazione del campo.
Io credo che il campo magnetico sia generato dall'espulsione degli elettroni, che vanno poi ad orbitare generando appunto il campo. Tu dici che le interazioni deboli trattengono gli elettroni. Ma se li trattengono, quelli che formano il campo, chi li rilascia? A quale livello avviene la criticità che espelle gli elettroni? Insomma, da un punto di vista semplicistico, da ignorante quale sono, se stanno sull'atomo (gli elettroni) non staranno sul campo e viceversa, immagino.
E' sostanzialmente corretto quello che dici, infatti non tutti gli elettroni sono legati fortemente ai loro nuclei, e così un elettrone per nucleo (per es. il rame ha numero atomico 29, di questi 29 elettroni 28 sono molto legati al nucleo, mentre l’ultimo si può considerare praticamente libero), si può liberare dal suo nucleo e andare ad interagire con un altro di un altro nucleo, dando così origine alla conduzione della corrente elettrica nel materiale.
In pratica, gli elettroni degli atomi di un materiale conduttore (il ferro per es.) , quando non sono sottoposti ad alcuna tensione, sono liberi di muoversi disordinatamente. Quando invece applichi una tensione (una carica elettrica o una forza meccanica), si crea una differenza di potenziale, per cui le cariche mobili (o elettroni), si dispongono in maniera ordinata e si crea la corrente.
In un conduttore metallico, ad esempio, sono gli elettroni che si mettono in movimento sotto l'azione del campo elettrico dovuto, per esempio, ad una pila.
Questa sono dette correnti di conduzione.
Tornando al nostro campo, da quello che ho capito le componenti che provocano l'eccitazione degli elettroni sono due: la primaria, il calore generato dal decadimento radioattivo dei materiali pesanti all'interno del nucleo, e la secondaria, l'azione meccanica della rotazione della massa liquida che crea lo "sfregamento" degli elettroni.
La conseguenza di queste correnti elettriche, è il campo magnetico che si crea e che si va a sommare per tutte le cariche presenti nella massa di ferro liquida.
Qui obietto riguardo il fatto che il movimento sia quello che espelle gli elettroni e richiamo la magnetite. Sei sicuro che la messa in orbita degli elettroni possa avvenire solo a causa del movimento? Non credi possa esistere una condizione in cui la configurazione globale sia responsabile dell'espulsione? Pur senza movimento... Semplicisticamente, strizzo uno straccio ed esce l'acqua, come se centrifugassi. Non so se mi spiego... Insomma.... un modo può essere lo sfregamento, un altro può essere l'aumento di Temperatura e Pressione. Entrambi i sistemi producono un'espulsione. Ragionando immagino che lo sfregamento produca comunque un aumento di Temperatura e Pressione ai margini (un fatto semplicemente meccanico) e torno lì, alle condizioni esasperate a cui avviene l'espulsione..
Esatto! come ho detto sopra, l’aumento di temperatura in una zona del metallo, è la causa che determina l’aumento della loro energia cinetica e la conseguente trasmissione del movimento a quelli presenti nella parte più fredda.
Poi c'è l'azione meccanica di trascinamento che fa il resto.
Ma la pressione enorme a cui sono soggetti, credo che abbia l'effetto di trattenere gli elettroni in modo più coeso ai loro nuclei, in modo che ci sia un certo ordine, ma non ne sono sicuro.
Io credo che i moti convettivi, tra i vari gusci concentrici che formano la terra siano direttamente dipendenti uno dall'altro, quindi il mantello sarà influenzato dai moti sottostanti e lo scenario mi torna così.)
Da quello che ho letto, sembra di no. Cioè, pare che il mantello e i rispettivi nuclei, interno ed esterno, non siano rigidamente connessi come si riteneva fino ad un po' di tempo fa, ma liberi di ruotare indipendentemente gli uni dagli altri.
Infatti, sembra che ci sia una specie di liquido che separa i vari nuclei (le discontinuità) tale per cui è come se "galleggiassero" in questo liquido di sospensione (spesso qualche centinaia di km) girando e muovendosi e velocità differenziali diverse da quella di rotazione.
E' una nuova scoperta questa,
qui Sono d'accordo su questo punto. La Terra è affetta da un certo squilibrio dovuto al moto di precessione, che vedo come il principale responsabile dei capovolgimenti.
Perfetto, allora ci siamo!