Da quello che ho imparato, non avvengono i terremoti al di sotto dei 700 km, perché lì comincia il cambio di fase, nel senso che a quel livello, compreso tra i 150-700 km, chiamato astenosfera, la temperatura aumenta a circa 1300°, e di conseguenza, aumenta anche la viscosità delle rocce che non hanno più un comportamento "rigido" come le rocce del livello soprastante chiamato "litosfera",
Questo credo sia riferito ad un comportamento medio... non al caso citato sopra in cui in una subduzione una lastra arriva in profondità e conserva al centro un comportamento rigido a causa dell'isolamento termico offerto dalla stessa. La mia domanda è: perchè non succede OLTRE i 700km? La lastra potrebbe comunque continuare ad affondare ed a rompersi. Non a caso a quella profondità avvengono dei terremoti con meccanismo focale da implosione (mi pare di ricordare, dovrei ritrovare il 3D) se n'è discusso in un altro 3D che mi sembra un'ulteriore prova. La nuvola elettronica, credo si dissolva li...
Per quanto riguarda l'isolamento termico della roccia, che è un cattivissimo conduttore di calore, concordo perfettamente. Infatti è proprio per questo che il calore interno della Terra, (prodotto dal decadimento radioattivo e dal raffreddamento primordiale) è ancora intrappolato all'interno.
Proprio a causa degli strati di peridotite e di silicati rocciosi che compongono gli strati soprastanti del mantello, che trattenendo il calore, quest'ultimo si disperde lentissimamente.
Alla luce di quello che ho letto, forse potresti aver ragione quando dici che la litosfera subdotta, non fonda alla quota di 670 km, e continui la sua corsa distruggendosi più in profondità.
Prova a leggere
QUI, è molto interessante soprattutto alla sezione "dinamica del mantello".
Anzi, nell'articolo sopra, alcuni scienziati ipotizzano addirittura che la litosfera proceda fino al confine mantello-nucleo, e cioè fino alla discontinuità di Gutenberg!
Poi "fonderebbe" definitivamente per l'altissima temperatura.
Onestamente, credo poco a questa teoria, perché vorrebbe dire che la litosfera riuscirebbe a farsi strada, senza fondersi (cosa quantomeno poco verosimile data l'alta temperatura e la pressione in gioco) per circa 2900 km! In effetti mi sembra troppa la strada che dovrebbe percorrere rimanendo integra.
Senza contare che la densità delle rocce aumenta con l'aumentare della profondità, per reggere gli strati soprastanti (altrimenti collasserebbe su sé stessa), per cui la vedo dura che la litosfera oceanica (meno densa e meno dura degli strati sottostanti) abbia la forza di "rompere" la peridotite più densa e profonda del mantello.
Comunque almeno in linea teorica, è possibile anche se poco probabile (sempre secondo me).
Ecco perché, secondo me, è corretto quello che dice la maggior parre degli scienziati, e cioè che la litosfera subdotta, si disintegra o fonde, su per giù (cento metri in più o in meno) alla quota di 670 Km.
Anche perché, verrebbe meno il sistema di celle convettive, che trovandosi nell'astenosfera parzialmente fluida (dove galleggiano i continenti e le placche tettoniche) producono per frizione e per attrito, il calore necessario alla deriva dei continenti.
Infatti, il mantello inferiore o mesosfera, ritornando allo stato solido, non dovrebbe essere responsabile del movimento delle placche, perché l'isolamento termico delle rocce di questo strato, impedisce al calore del nucleo di trasmettersi fino in superficie e di essere la causa prima della deriva dei continenti.
Questo ruolo, secondo me, spetta al calore che generano le celle convettive del mantello superiore o astenosfera.
Io l'ho capita così, è una mia interpretazione che potrebbe essere sbagliata.
Ma forse non riusciremo ma a saperlo con certezza, perché forare la crosta fino a quelle profondità, è impossibile con i mezzi attuali.
Figurati che la perforazione più profonda arriva a 12 km!
