Gent.mo Killermazz, per me la situazione è abbastanza evidente, il richiamo di acqua effettuato dai drenaggi o il disseccamento della parete conducono, o all'aumento delle sovrapressioni interstiziali neutre, con franamento, oppure alla perdita di coesione con sfaldatura del terreno. In ogni caso il risultato è identico, l'arretramento del fronte di scavo che nel primo caso è più rapido per microfrane e nel secondo più lento, il terreno cade come fette di formaggio. La situazione è delicata. I massi sono sconsigliabili perchè non sarebbero comodi da posizionare e potrebbero addirittura peggiorare la situazione. I cubi di cemento di recupero potrebbero andare, ma hanno un difetto, pesano 2,5 tonnellate l'uno, sono difficilmente trasportabili e potrebbero non reggere al ribaltamento e ancor più allo scivolamento (questo dipende dalla spinta dello scavo). Mi sono trovato in situazione pressochè analoga diversi anni fa, la soluzione più logica che io ed un mio collega abbiamo trovato e poi praticato, è stata fare una serie di micropali in prossimità del ciglio che hanno funzionato come un inferriata di contenimento. Per onore del risparmio, puoi distanziarli anche 80 cm l'un l'altro, non devono essere eccessivamente armati ma devono essere ben infissi nel terreno sottostante. Pensa che in questo modo abbiamo salvato una costruzione sovrastante. Un'altra soluzione sarebbe coprire lo scavo con "gummite" ancorata, che dovrebbe fermare il tutto, ma io, personalmente non ho fiducia in questa soluzione che peraltro è pure abbastanza costosa. Per me una serie di micropali potrebbe essere la soluzione definitiva e sicura del problema. Chapeau Spirifer