Originariamente inviato da: cinicchia
ma tutte queste polemiche per cosa? non esiste il fracking in italia! però ormai va più di moda il fracking che il frack smile...mischiare scienza e politica non mi è parsa una genialata stavolta.



premesso che parlando di fracking o di trivellazioni non è corretto parlare di scienza quanto di tecnica, tecnologia.

E' vero, il fracking non esiste in italia, oggi. Ma domani?

Facciamo un passo indietro e torniamo agli anno 50. Eni (allora si chiamava agip) trivella dal 1950 al 1960 tutta la pianura padana in lungo e in largo per esplorare la consistenza dei giacimenti di idrocarburi. E' cosa nota e nel mio scaffale ho un tomo (vero e proprio in quanto pesa qualche kg) datato 1964 che raccoglie tutte le colonne stratigrafiche dei pozzi esplorativi (e produttivi) realizzati da agip in emilia-romagna in tale decennio. Le perforazioni si estendono anche alla pedecollina, perchè il miocene postevaporitico e il pliocene potevano configurare reservoir anche lì. Agip se ne va poi all'estero concludendo che il petrolio e il gas ci sono, ma estrarli costa più di quanto si può guadagnare (con i mezzi di allora)
rimangono solo i pozzi di gas naturale, dai quali il gas usciva per elevata pressione di strato, alcuni ancora attivi (es. spilamberto) ma che sono agli sgoccioli.
Come mai, allora, in un contesto che veniva bollato come "forget it", oggi sono rilasciate 35+ ulteriori 12 permessi di ricerca per estrazione gas e oil, tutte provenienti da stati uniti, canada e altre multinazionali?
Vengono da oltreoceano per investire su un posto che non ne valeva la pena? Ma sanno bene che il gas e l'olio c'è, bisogna solo valutare come tirarlo fuori a costo zero. E per fare ciò esiste anche l'ipotesi fracking o tecnologie assimilate. (Del resto come tirarlo su, dato che impregna formazioni non assimilabili a reservoir?)

A mio parere la gabbanelli ha fatto bene a far vedere cosa succede là dove questo sistema è utilizzato, per far capire a chi non è addetto ai lavori quali sono i rischi e le implicazioni. Che non sono solo legate ai terremoti, ma lambiscono anche il tema dell'inquinamento delle falde acquifere (il servizio ha fatto vedere casi di pozzi idropotabili dai quali usciva metano e gasolina in seguito alle operazioni di fratturazione idraulica che aveva consentito al gas di oltrepassare l'acquiclude e passare nella falda). Un pozzo, per quanto ben realizzato, mette potenzialmente il rischio di collegare strati profondi, dove risiede acqua di strato e altri fluidi indesiderabili con strati meno profondi. Terremoti a parte (come se non fosse dire niente!) ma tenendo presente che in tutta la pianura padana l'acqua potabile deriva per il 95% da prelievo da falda, che il settore irriguo dipende per il 60% dai pozzi, stiamo parlando di grossi rischi di tipo ambientale.


Ultima modifica di anticlinale; 21/05/2014 09:53.

This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)