Originariamente inviato da: SoilData Services srl
Credo che in realtà gli istogrammi di disaggregazione siano da intendere come funzione di distribuzione bivariata data dai contributi alla pericolosità di iesimi eventi con coordinate Mi-Ri compatibili con il valore di accelerazione atteso al sito; pertanto i valori di magnitudo non sono relativi al sito ma alla sorgente posta ad una certa distanza. Ne consegue quindi che per avere un valore di magnitudo al sito compatibile con l'accelerazione attesa, da utilizzare per le analisi di liquefazione, si debba in qualche modo ridurre il valore definito alla sorgente con una legge di attenuazione tipo Sabetta-Pugliese. Non è forse vero che la distanza dall'epicentro attenua l'energia dell'evento? Se si utilizzasero direttamente i valori ottenuti dalla disagreggazione delle Pga attribuiremo al sito valori di magnitudo incompatibili con la Pga perchè relativi ad eventi con epicentro posto ad una certa distanza dal sito.
Roberto


Sono d'accordo che la magnitudo è relativa alla o alle sorgenti, ma le leggi di attenuazione si riferiscono alla PGA e non alla magnitudo che rimane una costante della fonte e dell'evento (basta rivedersi la definizione di magnitudo, indice dell'energia prodotta dallo specifico evento sismico).

In particolare, nella liquefazione il numero di cicli N viene influenzato dalla magnitudo e per considerare questo effetto si utilizza il MSF (magnitude scaling factor) = 1 per M=7.5

La PGA quindi diminuisce con la distanza dalla sorgente secondo le leggi di attenuazione, la magnitudo è una costante delal sorgente poiché produce un numero di cicli (equivalenti) che convenzionalmente si ritiene costante, con ampiezza più piccola quando aumenta la distanza (PGA minore).


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)