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Non so se l’argomento è stato trattato in precedenza ma, se le misure HVSR comprendono già eventuali amplificazioni topografiche non rischiamo di commettere due errori? Uno relativo al fatto di derivare un profilo sismico errato ma comunque comprensivo dell’eventuale amplificazione topografica e l’altro dovuto all’applicazione del coefficiente topografico di norma che si andrebbe a sommare a quello già impropriamente incluso nel profilo sismico
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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E' un argomento molto interessante... e con pareri non completamenti univoci degli esperti. se ho ben capito cosa intendi, posso dire che mi è capitato di effettuare misure in montagna su versanti più o meno ripidi, riscontrando picchi (ovviamente non antropici) fortemente direzionali, non legati alla stratigrafia. una discriminante nel riconoscerli dovrebbe essere questa, almeno per quello che riguarda i versanti. qualcuno poi mi consigliò di ripetere la misura ruotando gli assi di 90°... comunque la presenza del picco topografico potrebbe oscurare la presenza di picchi stratigrafici minori, o comunque modificarne l'ampiezza e di conseguenza anche il profilo estrapolato, che risulterebbe quindi errato. è comunque un problema che ricorre anche in altri casi, come picchi antropici, ecc... la conoscenza di un minimo di stratigrafia (requisito indispensabile per una corretta interpretazione di un profilo HV) comunque permette qantomeno di validarne o meno l'esistenza. comunque ripeto, argomento interessante...
Andrea Alessandrini
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In alcuni casi di letteratura è riferito un comportamento oscillatorio di interi rilievi. Ovviamente, in questi casi l'HVSR rileva questo segnale, generalmente gli spostamenti sono minori lungo l'asse maggiore della dorsale quindi il suggerimento di orientare bene lo strumento e considerare solo il segnale parallelo all'asse (in caso di anisotropia) può essere valido.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Mi sorge un dubbio, è corretto ritenere separata l’oscillazione del rilievo con quella stratigrafica? Non è che le due oscillazioni si influenzano tra loro modificando il segnale in modo occulto. La direzionalità del segnale può indicare che parte dell’effetto topografico si manifesta in quel modo così come la presenza di ogive (xy-z) ben delimitate può essere attribuito all’effetto stratigrafico. Estremizzando e considerando una medesima morfologia e due successioni stratigrafiche differenti: tenero sotto-rigido sopra e rigido sotto-tenero sopra (es. forse possibile ai bordi di plateau piroclastici). Sarebbe giusto aspettarsi comportamenti differenti legati alla combinazione topografia-stratigrafia e possibili eccitazioni reciproche?
In poche parole e senza farla troppo lunga è plausibile che in corrispondenza di morfologie accentuate si abbiano i seguenti effetti: effetto topografico effetto stratigrafico effetto topografico-stratigrafico
I primi due potrebbero essere in parte distinti ma il terzo sarebbe impossibile da definire e riconoscere!
Non ho conoscenze specifiche ma il dubbio è legato al fatto che ho notato che in prossimità delle scarpate di plateau piroclastici con molta difficoltà si riescono ad eseguire inversioni congiunte MASW-HVSR, cosa che generalmente non succede in corrispondenza delle zone centrali dei plateau.
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Una delle maggiori difficoltà in questo tipo di studi è proprio quella di separare i due contributi, stratigrafico e topografico. A volte basta trovare un affioramento di roccia non troppo fratturata per escludere un significativo effetto stratigrafico, però spesso la roccia in superficie è fratturata.
Le scarpate possono essere zone molto complesse dal punto di vista della RSL, se diamo retta alla letteratura specifica avvengono amplificazioni e deamplificazioni ripetute lungo un profilo che va dalla base alla sommità, per cui le tue difficoltà alla luce degli studi specifici non dovrebbero meravigliare.
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Grazie. Non ho avuto modo di approfondire l’argomento ma la curiosità mi spinge a fare le seguenti domande. E' possibile avere un’indicazione del modo di vibrare di un rilievo conoscendone la sola morfologia? Le analogie delle frequenze HVSR-Funzione di trasferimento sono valide anche nei casi di amplificazione topografica?
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Una delle formule applicate è questa:  La validità dell'analogia tra HVSR e FT potrebbe e dovrebbe sussistere a rigore se abbiamo una verifica 2D.
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Grazie mc!
Mi sarei aspettato una relazione in cui la frequenza dipendesse anche da altezza/larghezza!
Purtroppo credo che solo i modelli 3D siano in grado di verificare l’analogia HVSR-FT.
In assenza di picchi direzionali è possibile escludere fenomeni legati alla topografia (anche sepolta)? In fondo in assenza di picchi direzionali è come se ci trovassimo in corrispondenza del baricentro del rilievo (caso più unico che raro)!
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In caso di dorsale ideale, che vibra come una struttura elongata probabilmente sì', intuitivamente; però questi casi non sono molto frequenti...
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Quindi la presenza o meno di picchi direzionali (escludendo influenze antropiche) non è indicativa dell'insorgenza o meno di amplificazioni topografiche....o meglio, picchi fortemente direzionali indicano la presenza di amplificazione topografica ma la loro assenza non esclude che si possano avere tali amplificazioni?
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