Non so se è una esagerazione ma credo che quando si oscilla intorno a M=5 sia importante.
I dati di disaggregazione sono relativi ad intervalli di M=0.5 questo può costituire un problema non conoscendo i dati di origine. Nel costruire la curva cumulativa consideriamo la media dei due valori? Oppure il valore maggiore?
Questo problema naturalmente credo si rifletta anche nelle verifiche ad M maggiore.
Un altro problema è che dovremmo riuscire a rimanere aderenti al livello prestazionale relativo al tipo di opera e quindi alle sue caratteristiche, eccedendo in sicurezza (scegliendo percentili molto cautelativi) non rischiamo di fare verifiche eccessivamente cautelative e oggettivamente fuori norma per il tipo di opera in esame? (l’utilizzo della M definita attraverso la ZS di appartenenza, o vicinanza ad essa, potrebbe non essere lecito proprio perché non considera i tempo di ritorno relativo al tipo di opera in esame)
Il problema non sarebbe quindi l’utilizzo della M media (o modale?) ma la banca dati (che andrebbe anche aggiornata) e/o la tipologia di analisi per derivare la disaggregazione, insomma il problema è il possibile errore nella definizione della pericolosità sismica e dei relativi dati di disaggregazione. Forse solo conoscendo l’errore potremmo forzare legittimamente i percentili per derivare la M?