Originariamente inviato da: morena
Originariamente inviato da: Pathfinder
Però mi dici una cosa che mi sconvolge! (Scherzo!) smile
Io da quello che ho letto nei libri di geologia che ho a casa e anche su internet, sapevo che la crosta oceanica basaltica o SIMA, costituisce un substrato che ricopre tutta la superficie esterna della crosta, e i continenti sono appunto zolle di SIAL o crosta continentale granitica, che "galleggiano" come barche (è un paragone un po' forzato) sul SIMA basaltico che li trasporta come un nastro trasportatore.


Se vogliamo vedere un qualcosa di continuo, esteso anche sotto i continenti, andrei a considerare il mantello superiore, cioè quella porzione/involucro che sta fra la discontinuità di Mohorovicic e l'astenosfera.
Cioè, riassumendo: lo scivolamento delle placche avviene perché entro il mantello c'è uno strato/involucro parzialmente fluido e quindi plastico. Sopra questo c'è ancora un po' di mantello, diciamo più "normale" (solido), e su di esso appoggiano spesse placche di crosta continentale e sottili pellicole di crosta oceanica, molto più giovane perché, se da un lato si rigenera continuamente nelle dorsali, dall'altro viene distrutta nelle subduzioni.

D'altra parte - tralasciando i meccanismi all'origine, cioè perché la crosta si rompe proprio in quel punto - un oceano "nasce" dalla fratturazione profonda di una placca di crosta continentale.
In una situazione di tensioni o moti divergenti, la crosta continentale si frattura lungo piani concavi verso l'alto (faglie listriche), quindi si stira e assottiglia via via. Le faglie curve infatti permettono l'isolarsi di cunei di crosta che scivolano "verticalmente" l'uno rispetto all'altro ruotando, cosicché tutto l'insieme tende ad appiattirsi e ad allungarsi.
Si raggiunge alla fine un limite, oltre il quale la crosta non riesce più a stirarsi, e allora si lacera. Chiaramente, assottigliandosi, il mantello fluido sottostante risale, e dove avviene la lacerazione arrivano a fuoriuscire magmi basaltici derivati dalla sua fusione.
Sono questi che "producono" la crosta ocenaica.
Mentre i due frammenti di crosta continentale continuano ad allontanarsi, si produce via via nuova crosta oceanica a riempire la ferita, simmetrica ai due lati della dorsale.

Se pensi a questo meccanismo, appare evidente che la crosta oceanica inizia laddove finisce quella continentale, cioè dove questa si è rotta, lasciando affiorare il sottostante.



Ti ringrazio tanto della spiegazioni che mi hai dato, perché mi hanno chiarito molte cose del meccanismo che causa le dinamiche dei movimenti tettonici, e soprattutto la disposizione crosta oceanica - crosta continentale.
Si, il fatto che la crosta, insieme alla parte superiore del mantello, in pratica appena sotto la discontinuità di Mohrovicic al confine con l'astenosfera, sotto l'azione di stress di lunga durata, "scorresse" sul materiale astenosferico plastico, l'avevo capito, ma sinceramente pensavo che il substrato di basalto oceanico fosse comune su tutta la superficie terrestre.

Mi potresti chiarire per favore una cosa che ritengo fondamentale (almeno per me), alla luce di quanto mi hai detto?

Il punto è quello di prima in pratica, nel senso, per quanto riguarda la disposizione crosta oceanica-continentale, ho capito perfettamente quello che mi hai spiegato, e cioè che lo strato oceanico è contiguo a quello continentale e non costituisce una base comune nel quale vengono "trasportati" i continenti.

Però questo contrasta con quello che c'è scritto nei miei libri di geologia che ho a casa, probabilmente perché un po' datati (uno si chiama "La storia della geologia - da Atlantide alla Pangea" edito da Mondadori, di Guido Ruggieri del 1976, e l'altro è l'enciclopedia De Agostini delle scienze naturali, che è del 1969).
Si, in effetti sono un po' vecchiotte tutte e due, però credevo che certe nozioni di base fossero comprovate. frown

In pratica, avevo capito che il meccanismo del "nastro trasportatore" si riferiva al substrato di sima oceanico che trascinava le zolle, o continenti di sial, durante lo scivolamento sull'astenosfera più calda e quindi meno viscosa.
Poi il sima oceanico, una volta arrivato nella zona di subduzione, sprofondando nell'astenosfera perché più denso e più freddo della crosta continentale soprastante, si sarebbe distrutto, ricominciando così un nuovo ciclo.

Il nuovo ciclo ha origine ovviamente nelle dorsali medio oceaniche (come giustamente spiegato da te, Federico e Piombino) dove l'aumento di pressione di magma risalente dal sottosuolo, crea una distensione e poi una lacerazione della crosta oceanica, con la produzione di nuova crosta (e apertura di un rift) che poi viene distrutta nelle fosse.

Almeno, questo è quello che avevo capito e davo per assodato. Invece mi sembra di capire che la zona di sovrascorrimento delle placche, almeno da come mi hai spiegato, è lo strato astenosferico plastico che funziona come uno "scivolo" per la litosfera comprendente la crosta continentale e oceanica, e la parte superiore del mantello (discontinuità di Mohorovicic fino alla zona di transizione 70-150 Km).

Quindi mi puoi confermare che non c'è un substrato di sima basaltico sul quale vengono trascinate le zolle di sial continentali, ma c'è semplicemente una crosta oceanica e una crosta continentale che forma una specie di blocco unico con la parte superiore del mantello che va alla deriva sull'astenosfera?

Ti ringrazio molto per la pazienza e per la chiarezza, ma vorrei togliermi questo dubbio! smile