Condivido anche se con alcuni dubbi quali: la possibile mancanza di sensibilità del progettista in relazione al tema e la possibilità che quando eseguiamo le verifiche a liquefazione (così come le verifiche di stabilità di versanti) vestiamo i panni di progettista per quel tipo di verifica.
Per cercare di evitare di eccedere in cautela potrebbe essere utile cambiare la prospettiva con cui analizziamo i risultati delle verifiche a liquefazione. Cerco di spiegarmi anche se inesperto in materia e mutuando un concetto (credo) utilizzato molto nel campo delle opere idrauliche. Invece di analizzare semplicemente il risultato (resistenze/azioni) potrebbe essere utile associare a questo il concetto di Rischio residuo inteso come "probabilità di fallanza di un’opera progettata per fronteggiare un evento calamitoso di tempo di ritorno Tr (anni) durante la sua vita tecnica n (anni)". Ottenuto il risultato della verifica a liquefazione se accanto dovessimo associare anche il valore del rischio residuo sarebbe per noi molto più semplice utilizzare i valori medi (o modali?) di M derivati dalla disaggregazione, saremmo meno predisposti ad eccedere in sicurezza poiché è espresso chiaramente anche il rischio del possibile insuccesso di quella verifica per quel tempo di ritorno. Altro aspetto positivo si rendono consapevoli del problema il progettista ed il committente.
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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