Concordo sulla necessità di avere maggior precisione (insomma di essere meno geopoeti) e che le chiacchere se le porta via il vento, ma allo stato attuale è difficile districarsi tra ciò che chiede la norma e ciò che ci fornisce la scienza per rispondere adeguatamente alla norma (sempre in relazione alla disponibilità di risorse che si possono mettere in campo sulla base dell’importanza dell’opera).
La confusione è tanta così come i dubbi, basti pensare a quelli relativi alla Mw (che probabilmente potrebbero essere estesi anche ad altre circostanze di esclusione delle verifiche a liquefazione), alla RSL e naturalmente alle categorie di sottosuolo. Ce ne sarebbe a sufficienza per destabilizzare l’intero impianto delle NTC. Ma poi che si fa? Gettiamo la spugna e basta? Quale dovrebbe essere la proposta alternativa? Forse dovremmo iniziare a guardare verso il paese del sol levante o dovremmo assicurarci una strada originale e meno ambiziosa (e utopistica) dell’attuale?
In ogni caso ad oggi questo abbiamo e con questo dobbiamo confrontarci..............cercando di salvare la pelle in modo dignitoso (ricordando che la possibilità di sbagliare è elevata)!