Originariamente inviato da: albiter
Buona serata a tutti.
Credo sia la mia prima "comparsa" sul forum quindi mi presento:
mi chiamo Alberto e sono uno studente di ingegneria civile al secondo anno al Politecnico di Torino, sono quindi un novello nel settore del territorio e delle infrastrutture.

Desideravo chiedere agli esperti delucidazioni sulle rocce sedimentarie torbiditiche: desideravo sapere se sono pericolose
a livello ingegneristico per fenomeni di compattazione e se tali fenomeni di compattazione rientrano nei fenomeni di subsidenza.
Provengo dalla Liguria e volevo sapere se i flysch, rocce molto abbondanti nella mia zona, appartengono a questa categoria.

Ciao a tutti e grazie in anticipo alle eventuali risposte


sono rocce caratterizzate da alternanze di strati compatti (areniti, spesso ben cementate e dotate di una buona resistenza alla compressione monoassiale) e meno compatti (peliti, cioè rocce a grana fine molto meno resistenti meccanicamente).
Data la loro litogenesi si può escludere il rischio di compattazione come la definisci, per lo meno quella legata alla diminuzione di volume sotto carico. I problemi che danno queste litologie sono invece ben altri e sono connessi sia al loro grado di fratturazione, a volte molto spinta in certi affioramenti appenninici, cosa che rende molto più deboli gli strati arenitici e comporta rischi di frane oppure di assestamenti tra blocchi fratturati, specie quando gli spessori degli strati argillosi si deformano plasticamente
Altro tema, variamente collegato al grado fratturazione, è quello della giacitura degli strati rispetto al versante e rispetto ad un eventuale carico (es. plinto): questi flysch dove hanno giacitura a franappoggio (già il termine rende l'idea) danno luogo ad alcune delle più grosse frane che abbiamo in appennino: gli strati sono inclinati nel senso della pendenza del versante e le superfici di strato, dotate di scarsissima coesione, tendono a diventare complesse superfici di debolezza con possibilità di cedimento gravitativo.
Anche la frana del vajont fu un immenso cedimento di versante che scivolò su superfici di strato a franapoggio verso il bacino, anche se la causa scatenante fu lo svaso rapido della diga con relativo improvviso appesantimento dell'intera massa di sponda (ma la giacitura degli strati avversa giocò un ruolo di infelice concausa offrendo un grado di libertà al versante in tensione gravitativa)
Ovvio che qualsiasi opera (strada, edificio) costruita su questo tipo di substrato è parecchio a rischio.

In genere è essenziale far precedere lo studio di fattibilità da un accurato rilievo geologico-tecnico per appurare le litologie presenti e le loro giaciture spaziali e geomeccanico per definire il grado di fratturazione e la qualità della roccia.
sono stato molto generico spero di averti reso l'idea

Ultima modifica di anticlinale; 25/06/2014 06:45.

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