Non so se sia corretto riportare quanto segue nella presente discussione ma procedo.
Facendo riferimento al riassunto della giornata formativa di Bologna "Dialogo sulla modellazione numerica di RSL" con Silvia Catsellaro
http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=134567&page=5 postato gentilmente da mccoy e riallacciandomi a (sempre di Silvia Castellaro)
......... Questo naturalmente non significa che non si debba continuare a lavorare sulle modellazioni numeriche: la ricerca deve concentrarsi su queste. Tuttavia i risultati che essa al momento fornisce non sono utilizzabili nella pratica applicativa quotidiana per l'ancora enorme incertezza dei risultati e per o costi economici e pratici richiesti dalla sua applicazione................"
di seguito faccio alcune considerazioni forse speculative visto che non ero presente a Bologna.
GLi accelerogrammi 'A' dei database non corrispondono effettivamente a stazioni poste su roccia (non fratturata) che in Italia sono pochissime. In effetti non si sa su quale successioni siano le stazioni, alcune si trovano su strutture e dighe.
L'accelerogramma 'A' è semplicemente un accelerogramma il cui spettro è riconducibile a quello di normative per categoria di terreno A.
Potrebbe questo aspetto invalidare gli accelerogrammi di input, se non siamo su roccia probabilmente il segnale è modificato in funzione della locale successione stratigrafica naturale o antropica (postazioni su strutture e dighe!). In pratica il segnale originario sarebbe già significativamente modificato dalla funzione di trasferimento del sito della stazione.
Le validazioni dei metodi si basano su considerazioni a posteriori
Questo è l’aspetto più inquietante, è come una pietra tombale, almeno per noi professionisti. A mio avviso basterebbe questo per motivare una modifica degli attuali approcci imposti dalla norma.
Le curve di smorzamento di letteratura si basano su campioni di laboratorio che interessano solo la piccolo scala e non la grande scala, tipica delle frequenze basse e medie (e anche medio-alte). Le curve nonlineari inoltre nel metodo EQL non sono in funzione della frequenza, mentre dovrebbero esserlo.
Questo potrebbe essere il motivo per cui non siamo in grado di definire a priori se possono o meno innescarsi fenomeni di non linearità durate i terremoti? Un provino in laboratorio si comporta in un certo modo che può essere diverso dal terreno in sito (visto le scale differenti)?
I metodi 2D e 3D sono affliti da tante incertezze da risultare poco realistici. Questi metodi all'estero vengono eseguiti generalmente da consulenti iperspecialistici (generalmente professori e ricercatori).
Che dire, aumentando le D aumentano le incognite e quindi le incertezze finali (in relazione anche al fatto che difficilmente possono essere definite tutte le incognite)
Spettro H/V da HVSR equivalente in frequenza alla funzione di amplificazione da RSL, il che può costituire un metodo di controllo e poco o per niente sensibile alle frequenze di input
Probabilmente è l’unico controllo che possiamo avere sui nostri studi di RSL (anche se forse questa equivalenza è rigorosamente rispettata solo per funzioni di trasferimento relative a RSL con metodo lineare elastico?)